di
Giulio De Santis
Il tecnico per anni ha curato la manutenzione del sistema di video sorveglianza della casa dell’ex fidanzata del conduttore, Caroline Tronelli. L’accusa di revenge porn
Per anni ha curato la manutenzione del sistema di video sorveglianza della casa di Caroline Tronelli. Poi la sera del 9 agosto del 2025, appena saputo della relazione della giovane con Stefano De Martino, si è introdotto nel sistema per registrare in un video il loro rapporto intimo, così da diffonderlo in rete. È l’accusa contestata dalla Procura a un tecnico di una delle ditte che si sono occupate di controllare il funzionamento della rete interna delle telecamere di sorveglianza montante nell’appartamento dei Tronelli, dopo i numerosi furti compiuti dal personale domestico.
Al professionista sono contestati i reati di revenge porn e introduzione illecita al sistema informatico. L’operaio è stato ascoltato ma la sua versione non ha convinto gli inquirenti. Per ora la sua posizione è in stand by. L’uomo, secondo gli investigatori, ha deciso di agire quando è venuto a conoscenza della storia tra lo showman, 36 anni, e la giovane, 22 anni.
Le telecamere, le password
Legame rimasto segreto fino al luglio del 2025. A quel punto il tecnico, grazie alle password in suo possesso, ha atteso che la coppia si incontrasse nell’abitazione della ragazza per rubare le immagini di un loro incontro intimo. Pazienza ripagata la sera del 9 agosto scorso. Le immagini le ha divulgate un attimo dopo la fine della registrazione, postandole nella sezione dei video amatoriali del sito «Pornhub». Nome del video: «De Martino». In pochi istanti è stato visualizzato da migliaia di persone. Il tecnico ha deciso di divulgare le immagini convinto che ne avrebbe ricavato un guadagno? Sono in corso accertamenti.
L’accusa di revenge porn
L’inchiesta — partita dalla denuncia presentata dal legale dei Tronelli, l’avvocato Lorenzo Contrada — è a una svolta anche per quanto riguarda la responsabilità di chi ha fatto girare le immagini dopo la prima divulgazione. Il video è rimbalzato in numerosi siti e pagine private di Telegram. Alcuni hanno estrapolato singoli frame, facendone dei «meme».
La Procura ha individuato i nomi dei profili che si sarebbero resi responsabili della diffusione e della creazione dei meme. Presto verranno indagati per revenge porn.
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26 aprile 2026
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