Per il 31enne keniano allenato dall’italiano Berardelli è il quarto successo in 4 gare. C’era riuscito anche Kipchoge ma in una gara non ufficiale e con vari ausili


Andrea Buongiovanni

Giornalista

26 aprile 2026 (modifica alle 13:39) – MILANO

Crolla un muro: un uomo, per la prima volta nella storia, infrange ufficialmente il muro delle due ore in maratona. Il merito è del 31enne keniano Sebastian Sawe che, a Londra, trionfa in 1h59’30”. Prima di lui c’era riuscito solo il connazionale Eliud Kipchoge che a Vienna, nel 2019, aveva corso in 1h59’41”, ma in gara non ufficiale, disputata con ausili di varia natura. Per Sawe, allenato dall’italiano Claudio Berardelli, è il quarto successo in altrettante maratone, con le prime tre concluse tutte tra 2h02’05” e 2h02”27”. Un predestinato, insomma. Sebastian firma la rivoluzione, sfonda una porta, entra a piedi uniti in una nuova dimensione e proietta l’atletica e tutto lo sport verso confini inesplorati. Il bello è che insieme a lui, sotto le due ore, ci va anche l’etiope Yomif Kajelcha, vice campione del mondo dei 10.000 che, addirittura all’esordio sulla distanza, chiude in 1h59’41”. E l’ugandese Jakob Kiplimo, terzo, fa 2h00’28”, sette secondi meno della prestazione che da Chicago 2023 e sino a questa mattina valeva il record del mondo: 2h00’35”, appunto, del compianto keniano Kelvin Kiptum. 

Sebastian Sawe from Kenya crosses the finish line to win the men's race at the London Marathon in London, Sunday, April 26, 2026.(AP Photo/Ian Walton)      Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

scarpa super leggera—  

A favorire il primato, insieme alle evoluzioni tecnologiche degli ultimi anni – la scarpa di Sawe pesa 96 grammi – condizioni meteo favorevoli, con il termometro intorno ai 12 gradi alla partenza, alle 9.25 inglesi – le 10.25 italiane – e ai 15 all’arrivo, nei pressi di Buckingham Palace, poco meno di due ore più tardi. Insomma: la maratona di Londra, che pure non offre un percorso particolarmente filante, non tradisce le attese. Per qualità e, con i suoi 59.000 partecipanti (928 italiani), per quantità. Tra le donne altro squillo di tromba: vince l’etiope Tigst Assefa in 2h15’41”, primato del mondo per gara solo femminile. Anche per lei è doppietta dopo il successo del 2025. 

che spettacolo—  

Il passaggio alla mezza (1h00’29”) conferma che le intenzioni sono molto serie. In testa, sin dalle prime battute, lepri a parte (anche l’ultima esce presto di scena, intorno al 22° km), c’è un gruppo di sei atleti. Insieme ai due favoriti, Sawe e Kiplimo, ci sono l’altro keniano Kipruto e gli etiopi Kejelcha, Tola e Geleta. La prima vera iniziativa viene presa da Sawe, vincitore uscente, tra il 28° e il 29° km. Risponde solo Kajelcha e, in progressione, Kiplimo che resta a lungo a qualche metro della coppia di testa, salvo staccarsi definitivamente poco prima del 40° km. L’azione di Sawe è spettacolare, quella di Kajelcha – molto più alto del rivale – meno, ma altrettanto redditizia. La seconda parte di gara – mezza da 59’01! – con folli parziali sui 5 km da 13’54” e 13’42” tra il 30° e il 35° km e tra il 35° e il 40° – è da stropicciarsi gli occhi. Sawe copre gli ultimi 2195 metri in 5’51”, dieci secondi meno del “primato” siglato due settimane fa dall’azzurro Yeman Crippa a Parigi. Il keniano, già oro iridato sulla mezza e due volte nel cross a squadre, atleta della scuderia di Eric Lilot, manager statunitense con base a Trento, fa una lunghissima volata. Kajelcha si arrende a circa 500 metri dal traguardo. Ma è una resa da campione. Nessuno dei due, tagliato il traguardo, appare particolarmente affaticato. Da non credere. Poi c’è Kiplimo. Quarto è Amos Kipruto (2h01’39”), quinto il campione olimpico Tamirat Tola (2h02’59”), sesto Derese Geleta (2h03’23”). Il miglior europeo è l’irlandese Peter Lynch, nono in 2h06’08”. 

Tigst Assefa of Ethiopia celebrates winning the women's race at the London Marathon in London, Sunday, April 26, 2026.(AP Photo/Ian Walton)      Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

donne—  

Le tre protagoniste annunciate, l’etiope Assefa, vincitrice nel 2025 e le keniane Hellen Obiri e Joyciline Jepkosgei, accompagnate da lepri sino al 28° km dopo un passaggio alla mezza in 1h06’12”, alternandosi al comando fanno insieme gara di testa fino alle fasi finali. Anche in questo caso si decide tutto negli ultimi 500 metri: si stacca la Jepkosgei, alza bandiera bianca la Obiri e trionfa di nuovo la Assefa, che migliora di nove secondi il primato centrato dodici mesi fa. La Obiri è piazzata in 2h15’53”, la Jepkosgei terza in 2h15’55”. Prima europea la scozzese figlia d’arte Elish McColgan, settima in 2h24’51”.