di
Enrica Roddolo

Domani re Carlo III sarà negli Usa per quattro giorni di visita di Stato da Washinton a New York e alla Virginia prima di partire per le Bermuda

Re Carlo III e la regina Camilla avrebbero raggiunto personalmente il presidente americano Donald Trump, e la First Lady Melania, dopo i colpi esplosi nella notte di ieri durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Un gesto di grande attenzione confermato dal tono dello statement reso pubblico adesso da Buckingham Palace. 

«Sua Maestà è tenuto interamente al corrente degli sviluppi, ed è molto sollevato di sapere che il Presidente e la First lady e tutti gli ospiti sono incolumi», dice lo statement. E apre anche alla possibilità che alla luce dell’attentato di ieri possano esserci dei cambiamenti nei piani per la visita di Stato di 4 giorni dei Reali britannici Oltreoceano, da domani, lunedì negli Usa. «Sono in corso discussioni per tutta la giornata con i colleghi americani e i nostri team per capire a che livello gli eventi di Sabato sera possano o meno avere impatto operativo sui piani della visita». 



















































La First Lady Melania ha postato intanto sui social immagini degli ultimi preparativi alla Casa Bianca per accogliere il Re, lunedì prossimo 27 aprile, per il via a quattro giorni di visita di Stato in cui i Reali prenderanno il tè e poi siederanno al banchetto in loro onore alla Casa Bianca. Re Carlo parlerà anche al Congresso. 

Intanto, da New York e Washington emergono molte indiscrezioni sui momenti che scandiranno la storica visita del re. A New York è al momento previsto un incontro con il sindaco Mamdani in occasione della posa di una corona in ricordo dei caduti dell’11 settembre a Ground zero. Occasione in cui dovrebbe incontrare anche altri sindaci come Mike Bloomberg. Così come è confermato il discorso del re al Congresso americano. E pure i passaggi più privati, intimi della visita, come il tea time alla Casa Bianca che si concluderà con la visita ai nuovi alveari dei giardini della residenza presidenziale voluti da Melania proprio in tempo per la visita del re ambientalista. 

E se Oltreoceano il re troverà ad accoglierlo un’opinione pubblica sensibilizzata dallo scandalo Andrea, non si spenderà con azioni, incontri con famiglie delle vittime ma la regina Camilla che da anni segue il tema della violenza sulle donne incontrerà donne che hanno vissuto questo dramma. 

Il presidente Trump non ha fatto nulla per nascondere l’attesa, l’emozione, per la visita di Stato dei Reali britannici a Washington, New York e Virginia. «Lo conosco bene (il Re) lo conosco da molti anni. E’ un uomo coraggioso ed è un grande uomo». E alla domanda della Bbc più diretta se il viaggio in un contesto così delicato come quello delle incrinate relazioni di Londra e Washington possa servire a ricucire, a rinsaldare quella «special relationship», oggi evidentemente logorata dal contrasto sulla guerra in Iran (e altro), Trump ha ammesso per primo che «sì, assolutamente» la visita di Stato negli Usa servirà a riparare le relazioni. 

Trump non ha insomma lesinato gli elogi all’indirizzo del sovrano britannico: «E’ fantastico, un uomo straordinario e la risposta è assolutamente si». Ed è innegabile che il governo britannico punti molto su questa visita confermata settimane fa dopo non pochi pensieri sull’opportunità in un contesto geopolitico così complesso anche per la relazione tra Londra e Washington. 

Come dimenticare che il banchetto di Stato al castello di Windsor, nel settembre scorso, aiutò a riportare la distensione tra il governo laburista britannico e Donald Trump. Un lavoro di ricucitura legato al «miracolo diplomatico» della lettera del re sfoderata da Sir Keir Starmer al suo incontro mesi prima alla Casa Bianca con il presidente americano, con la quale invitava ufficialmente Trump per una seconda visita di Stato a Londra. Adesso – dopo le stoccate di Trump all’indirizzo di Starmer l’indomani degli attacchi sull’Iran – serve più che mai una nuova ricucitura. Perché Trump non ha risparmiato velenose stoccate all’indirizzo dell’inquilino del numero 10 di Downing Street «non certo Winston Churchill», a dire del presidente Usa (che prima non aveva digerito la scelta di Lord Mandelson come ambasciatore a Washington) e poi non ha apprezzato la cautela britannica nell’attacco all’Iran. 

Adesso le dichiarazioni di Trump sembrano confermare il forte ascendente del sovrano sul presidente Usa, e a ciò si aggiunge che il presidente è sempre stato un grande ammiratore della regina Elisabetta.

26 aprile 2026 ( modifica il 26 aprile 2026 | 16:02)