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Il mercato mondiale dei pistacchi sta affrontando una crisi senza precedenti. Da un lato, i consumatori di tutto il mondo sono stati catturati dalla mania del “Dubai Chocolate“, le barrette ripiene di crema di pistacchio e pasta sfoglia diventate virali sui social, che ha generato un boom di richieste per semilavorati e creme. Dall’altro, l’Iran, che garantisce circa un quinto della produzione mondiale e fino al 31% delle esportazioni globali, è nel bel mezzo di un conflitto che sta rendendo la logistica un vero e proprio incubo.
APPROFONDIMENTI
Guerra e logistica: il “collo di bottiglia” iraniano
Secondo il Financial Times, la guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran ha amplificato criticità già esistenti. Behnam Heydaripour di Borna Foods descrive la situazione come un “azzardo“: i grossisti faticano a fissare i prezzi perché le rotte marittime sono deviate o cancellate, i costi di spedizione sono esplosi e le comunicazioni con i fornitori iraniani sono quasi impossibili a causa dei blackout della rete internet nel Paese.
La “tempesta perfetta” del 2026
I prezzi hanno raggiunto a marzo la quota record di 4,57 dollari al chilo, il picco più alto degli ultimi otto anni. Diversi fattori hanno contribuito effettivamente a questo scenario oltre all’attuale conflitto: anzitutto i fattori climatici. Il raccolto del 2025 è stato inferiore alle attese non solo in Iran, colpito duramente dalla siccità, ma anche in zone polarmente opposte come in Turchia e negli Stati Uniti.
In secondo luogo, anche la guerra economica in atto da moltissimo tempo contro la Repubblica Islamica. Emblematiche, in questo senso, sono le sanzioni e i disordini interni all’Iran che, già da tempo, avevano rallentato i flussi di merci prima dell’inizio dei combattimenti, facendo crollare anche il valore della moneta nazionale, il Rial che, attualmente, ancora detiene un valore pari a zero euro.
In ultima istanza, penso sia necessario prendere in considerazione anche il moto di contenuti generati dagli utenti sui social. Il trend del gusto pistacchio ha spinto l’industria dolciaria a fare incetta di scorte, mettendo sotto pressione un’offerta già ridotta ai minimi termini.
Conseguenze globali
Il blocco delle spedizioni verso mercati chiave come l’India e il resto del Medio Oriente sta creando un effetto domino. Per gli analisti di Expana, i problemi si stanno accumulando in modo strutturale. Se la logistica regionale non dovesse sbloccarsi rapidamente, il pistacchio potrebbe passare da ingrediente di tendenza a vero e proprio bene di lusso, con ripercussioni dirette sui prezzi di gelati, creme e prodotti da forno in tutto il mondo.
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