di
Carlos Passerini
I rossoneri restano terzi alle spalle del Napoli, mentre i bianconeri conservano un vantaggio di tre punti sul Como
Finisce come un po’ tutti si aspettavano: un punto di qua e un punto di là, Champions più vicina e amici come prima. Classifica alla mano il pareggio fa più comodo al Milan, che sale a 67 punti e conserva un rassicurante +6 sul quinto posto, ma parlare di occasione persa per la Juventus sarebbe sbagliato: i bianconeri allungano a 8 la striscia di risultati utili e consolidano il quarto posto, a quota 64, a +3 sulle inseguitrici. A entrambe servirà ancora uno sforzo per blindare il posto nella grande coppa e mettere le mani sul tesoro da 50 milioni che serve per rafforzarsi sul mercato, ma il traguardo ora è più vicino.
La partita, va detto, non è stata uno spot per la serie A: la Champions è un’altra cosa e lo sapevamo già, ma lo spettacolo è stato davvero modesto. Ha vinto la paura, in questi casi si dice così. E hanno perso gli attaccanti: di qua e di là, i peggiori in campo. Brillano solo le difese: quella rossonera è la seconda migliore d’Europa, quella bianconera non prende gol da 4 partite. Ci stiamo facendo l’abitudine: quarto 0-0 negli ultimi incroci fra il Diavolo e Madama, due big che da troppo tempo si stanno accontentando del quinto posto. «Un altro passo verso l’obiettivo, ora mancano 6 punti» sorride Allegri. «Eravamo troppo lenti, ma abbiamo dato continuità» commenta Spalletti.
Quello fra i due maestri toscani era anche il faccia a faccia fra due scuole di pensiero, due modi di intendere il calcio: Max il risultatista, Luciano il giochista. Anche se le categorie, si sa, tendono sempre a semplificare i concetti. A San Siro c’è il tutto esaurito, sono in 75.681, inclusi il patron rossonero Cardinale e Zahavi, l’agente di Lewandowski, sogno non troppo proibito di due club, che dopo aver battagliato per la Champions in campionato faranno altrettanto in estate per il mercato. In curva, i tifosi polemizzano per il caro prezzi e, considerato lo show, qualche ragione ce l’hanno.
Locatelli picchia dura, ai limiti: scintille con Rabiot, l’altro grande ex. «Buttati dentro, Adrien» urla Allegri. Ma in attacco il Diavolo è come al solito spuntato. Segna Thuram, il migliore dei suoi malgrado i guai fisici, ma è fuorigioco. Bartesaghi contro Conceicao va in tilt: dopo l’infortunio ha smarrito certezze, infatti all’intervallo resta nello spogliatoio a riflettere, senza rimpianti. Dopo la traversa ravvicinata di Saelemaekers, più errore che sfortuna, esce il solito invisibile Pulisic ed entra Fullkrug che prova a dare la scossa: non ci riuscirà.
Capitan America è ormai un mistero: neanche un tiro in porta, non segna dal 2025. Vedremo se al Mondiale, che disputerà in casa sua, tornerà quello di prima. Violento scontro aereo fra Modric e Locatelli: a farne le spese è il croato, costretto a uscire fra gli applausi di San Siro, a differenza di Leao che anche stavolta trova i fischi. Qualcosa si è rotto. Dentro anche gli incerottati Yildiz e Vlahovic, ma non è serata per bomber. Alla prossima. Si spera.
26 aprile 2026 ( modifica il 26 aprile 2026 | 23:32)
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