La storia inizia come quella di Steve Jobs e amici, ma invece dei computer due giovani riminesi hanno inventato la soluzione perfetta per dare nuova vita ai vecchi scooter 50 e 125. E il successo ha premiato la start up
Un garage, un ingegnere elettronico e un ingegnere meccanico. Vi ricorda qualcosa. Questa volta non si tratta di computer ma l’idea che ha portato alla nascita di una start up di successo in un garage di Rimini è comunque geniale: creare un motore elettrico (e tutta la relativa apparecchiatura elettronica) che rendesse sostenibili gli scooter d’epoca più iconici della storia italiana, le Vespe. E quest’anno – mentre si preparano le celebrazioni per gli 80 anni del modello inventato nel 1946 da Corradino D’Ascanio – in quel garage romagnolo, nel frattempo cresciuto e divenuto fabbrica/officina, si celebrano gli oltre 300 ‘vespini’ elettrificati in 4 anni grazie all’intuizione di Alex Leardini.
La Spagna verso l’omologazione
I suoi Retrokit vengono oggi venduti non soltanto in Italia, ma anche in Austria, Germania, Olanda, Belgio, Paesi scandinavi (il Nord Europa pesa per il 50% delle vendite). In Spagna c’è forte interesse ma si aspetta l’omologazione. «Stiamo trattando per commercializzarli anche in Gran Bretagna, Irlanda, e apriremo anche Retrokit America», racconta Leardini, che ha iniziato ad interessarsi alla mobilità sostenibile quando studiava all’Università di Bologna: «Sono ingegnere meccanico, nel 2017 feci un progetto per la realizzazione di un’auto solare elettrica da competizione su lungo raggio (ndr. “Onda solare”). In quell’ambito ho potuto imparare nei dipartimenti di Elettrica e di Meccanica tutto quel che serviva».
Le prime prove su strada clandestine
Alex ne fu tanto affascinato da voler fare qualcosa di nuovo: nel 2018 con l’amico Leo Ubaldi, ingegnere elettronico (oggi Ceo della società), realizzò i primi prototipi per le vecchie vespe. «Ricordo che stavo preparando la mia mountain bike nel mio garage/officina e dissi a Leo: ‘Quella Vespa lì, di quando avevo 16 anni, non la uso più; che ne dici se mettiamo insieme le nostre competenze e proviamo a farla elettrica?’». E’ iniziato tutto così, come un gioco. «L’abbiamo realizzata e abbiamo provato a girarci (in maniera clandestina, non essendo omologata). La gente ci fermava, impazzivano per la curiosità, erano tutti estasiati nel vedere una vecchia vespa storica elettrificata».
Il tortuoso iter burocratico
Nello stesso anno Alex e Leo presero parte a una competizione green: la Start Cup Emilia Romagna. Con un prototipo accompagnato da un business plan. «Ci facemmo aiutare dall’incubatore di start up di Rimini e con la Provincia arrivammo primi su quasi 200 start up alle regionali; quarti alla selezione finale. Senza avere ancora una società, né la minima idea di come avremmo organizzato la produzione». Poi nel 2022 l’avvio dell’azienda vera e propria, la Motoveloci srl, e dopo un lungo e tortuoso iter burocratico, l’ok alla omologazione arrivato nell’agosto 2023 (ad oggi Retrokit è l’unica ad aver omologato un kit di questo genere in Italia).
Le richieste in crescita dall’estero
«In quel primo anno di gestione ci ho messo tutti i miei risparmi, abbiamo pagato i laboratori per i vari test il motore, la componentistica». Con il 2026, si prepara il grande salto: «Facciamo ancora 150 kit l’anno in maniera molto artigianale; vorremmo questo fosse l’anno di svolta, con un deciso aumento della produzione». Anche per questo Retrokit si sta attrezzando per integrare lo staff: al momento una persona al commerciale, una al marketing e una che supervisiona la produzione. La presentazione di un mezzo completo restaurato ed elettrificato è stata un passo necessario «perché dall’estero ci chiedono sempre più spesso anche la Vespa Retrokit completa, chiavi in mano».
Il ruolo della Motor Valley
Una cosa Leardini ci tiene a sottolineare: «Noi non siamo competitor di Piaggio. Al contrario, alimentiamo e sosteniamo la passione per il recupero dei vecchi scooter vintage rendendoli sostenibili, ad emissioni zero. E oggi la nostra tecnologia è matura: il prodotto funziona molto bene». Per i 50 e i 125 ci sono il kit Lite e il kit Sport. E a breve uscirà un kit per Vespe più potenti (sono in corso i test per la nuova omologazione). La produzione ? I motori progettati da Alex e Leo vengono assemblati a Rimini: «Tutte parti meccaniche sono fatte in zona Motor Valley. A Pesaro facciamo gli ingranaggi. A San Marino i carter motore. I lamierati a Sant’Arcangelo di Romagna. L’impianto elettrico a Modena. Gli sviluppi dell’App di gestione sono fatti in casa e le schede elettroniche a Rimini».
Da 3250 fino a 11 mila euro
Il servizio alla clientela è completo, suddiviso su tre livelli: si può acquistare il solo kit da far montare al proprio meccanico; chiedere il kit con installazione e collaudo sulla propria vespa (anche senza restaurarla); o infine chiedere restauro ed elettrificazione magari senza neppure avere lo scooter originario. «Per il cliente più esigente cerchiamo noi la Vespa sul mercato degli usati. L’importante è aver voglia di possedere un mezzo unico, riconoscibile a livello storico, con impatto zero. Un mezzo con un’anima, ma in chiave moderna».
Ci sono anche modelli personalizzati da artisti (esposti a Lucca Comics) perché Retrokit vuole intercettare e «riportare i giovani sui ciclomotori, che negli ultimi anni hanno perso moltissimo». I costi: si parte da 3250 euro per il kit e si arriva fino intorno agli 11 mila euro più Iva per la Vespa Retrokit completa di ricerca dell’usato.
27 aprile 2026 ( modifica il 27 aprile 2026 | 07:28)
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