di
Vera Martinella
Uno studio su «Nature Medicine» fa i conti: il 38% dei tumori (in aumento in tutto il mondo) è attribuibile a fattori che potrebbero essere evitati
Sette milioni di casi di cancro ogni anno nel mondo si potrebbero prevenire. Ovvero: sette milioni di persone potrebbero non ammalarsi. Con un enorme impatto sia per le vite umane salvate, sia per i costi risparmiati dai sistemi sanitari, che sono sempre più in affanno nel garantire le migliori terapie a tutta la popolazione che ne ha bisogno. A fornire la stima è l’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine, le cui conclusioni indicano che il 37% dei tumori è causato da infezioni, scelte di vita e inquinanti ambientali che potrebbero essere evitati. Tra questi rientrano, per esempio, i tumori del collo dell’utero causati dal papillomavirus umano (Hpv), che la vaccinazione può contribuire a prevenire efficacemente, così come moltissime neoplasie causate dal fumo.
Quattro tumori su 10 si possono evitare
«La prevenzione è alla portata di tutti ed è una straordinaria opportunità per salvare milioni di vite, ma ancora poche persone (anche in Italia) hanno compreso davvero la portata di questo messaggio – sottolinea Paolo Tralongo, presidente del Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo) -: quattro tumori su dieci (circa 3 su 10 nelle donne e 5 su 10 negli uomini) si potrebbero evitare facendo semplicemente le “scelte giuste” nella nostra vita quotidiana». Insomma, se ancora oggi alcune neoplasie sono inevitabili, sia a causa dei danni che ineluttabilmente accumuliamo nel nostro Dna con l’avanzare dell’età, sia perché ereditiamo geni che ci espongono a un rischio maggiore di sviluppare la malattia, c’è una quota consistente di casi per i quali molto dipende da noi. «Il cancro è una delle principali cause di malattia e morte a livello mondiale, con un’incidenza e una mortalità globali destinate ad aumentare considerevolmente nei prossimi decenni – ricorda Tralongo -. Secondo le ultime stime di GLOBOCAN, le proiezioni indicano un aumento del 50% dei nuovi casi entro il 2040 se le tendenze attuali dovessero persistere. Questo crescente problema sottolinea l’urgente necessità di strategie di prevenzione efficaci».
Fumo, infezioni e alcolici i principali colpevoli evitabili
Nello studio pubblicato su Nature Medicine l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), parte dell’Oms, ha analizzato 30 fattori prevenibili noti per aumentare il rischio di cancro. Sono stati utilizzati dati relativi al 2022 e i risultati indicano che, su 18,7 milioni di nuovi casi di cancro registrati quell’anno, ben 7,1 milioni (cioè il 37,8%) siano stati attribuibili a 30 fattori di rischio modificabili. Nello specifico 2,7 milioni (29,7%) di casi nelle donne e 4,3 milioni (45,4%) negli uomini. Il fumo (15,1%) con 18 milioni di tumori in tutto il mondo, le infezioni (10,2%) con 3,3 milioni di casi e il consumo di bevande alcoliche (3,2%) con 700.000 casi sono stati i principali fattori che hanno contribuito all’incidenza del cancro. I tumori del polmone, dovuti a fumo e inquinamento, e dello stomaco, causato dall’Helicobacter pylori, (entrambi ancora oggi difficili da curare e con una prognosi spesso severa) e le neoplasie della cervice uterina (quasi sempre provocate dal Papillomavirus) rappresentavano quasi la metà dei casi prevenibili.
Differenze fra sessi e aree geografiche
L’elenco dei fattori di rischio individuati degli esperti è lungo e comprende ben 30 cause che noi stessi potremmo evitare con le nostre scelte quotidiane, tra le quali (oltre a fumo e alcol) l’obesità e la scarsa attività fisica, che alterano l’infiammazione e gli ormoni nell’organismo aumentando il rischio di cancro; l’inquinamento atmosferico; le radiazioni ultraviolette (Uv), che possono danneggiare direttamente il nostro Dna; 9 infezioni, tra le quali l’Hpv o Papillomavirus, i virus dell’epatite che causano il cancro al fegato e il batterio Helicobacter pylori che provoca il carcinoma allo stomaco; 13 esposizioni professionali (ovvero la presenza di sostanze cancerogene sul luogo di lavoro). «Il rapporto su Nature Medicine ha messo in evidenza differenze fra i sessi e fra le zone del mondo – continua Tralongo, che è direttore dell’Oncologia medica e Rete di assistenza oncologica all’Azienda Sanitaria 8 di Siracusa -. Se il 45% dei tumori negli uomini è prevenibile, rispetto al 30% nelle donne, è in larga parte causa dei livelli più elevati di fumo tra i maschi. Emerge anche che le tre principali cause di cancro prevenibili nelle donne europee sono fumo, infezioni e obesità, mentre se ci spostiamo nell’Africa subsahariana l’80% dei tumori femminili è dovuto alle infezioni. Dati che ci fanno comprendere dove, come e quanto possiamo intervenire per educare la popolazione alla prevenzione».
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27 aprile 2026
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