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Redazione Milano

La decisione del Gup di Milano dopo che il caso era stato trasferito da Firenze al capoluogo lombardo. L’indagine su una serie di bonifici pagati, secondo l’accusa, in cambio del silenzio dell’ex senatore sulle stragi di mafia del 1993

Sono stati mandati a processo a Milano, l’ex senatore di FI, Marcello Dell’Utri, e la moglie Miranda Ratti per la vicenda delle presunte donazioni per circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi. A deciderlo è stata la gup Giulia Marozzi. La prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale. Su una parte delle donazioni è scattata la prescrizione. 

L’inchiesta era stata condotta a Firenze: nell’ottobre del 2024 la Procura guidata da Filippo Spiezia aveva chiesto il rinvio a giudizio per Dell’Utri, accusato di violazione della normativa antimafia e per trasferimento fraudolento di valori. L’ex senatore di Forza Italia risponde di violazione della legge Rognoni-La Torre, in quanto non avrebbe comunicato le variazioni patrimoniali superiori a 42 milioni di euro ricevute tra il 2014 e il 2024, non rispettando gli obblighi legati alla sua condanna definitiva (ed espiata) per concorso esterno in associazione mafiosa. Nei confronti della moglie, invece, è ipotizzata la intestazione fittizia di beni.



















































Secondo i pm fiorentini, quei soldi donati da Berlusconi all’ex manager di Publitalia sarebbero serviti per garantirgli l’impunità davanti ai magistrati sul suo presunto coinvolgimento nelle stragi del ’93, compresa quella dell’Accademia dei Georgofili a Firenze. Ma l’esclusione dell’aggravante mafiosa già operata dal gup fiorentino ha mutato il quadro accusatorio, slegandolo dalle stragi e il procedimento è stato trasferito nel capoluogo lombardo dove risiede l’ex senatore.

Il pm della Dda Pasquale Addesso e il procuratore Marcello Viola, titolari del fascicolo, secondo i quali, quindi, sarebbe stato aggirato l’obbligo previsto dalla legge sulle misure di prevenzione di contrasto e repressione nei confronti della mafia, avevano chiesto e ottenuto dal gip Emanuele Mancini la conferma del sequestro di 10 milioni e 840 mila euro già effettuato nel marzo 2024 a Firenze.


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27 aprile 2026 ( modifica il 27 aprile 2026 | 12:22)