di
Claudio Del Frate

L’organo ufficiale del partito torna a minacciare come ritorsione il blocco delle tasse dei frontalieri e l’espulsione verso l’Italia dei richiedenti asilo

Le istituzioni italiane che protestano contro l’invio delle fatture per le cure prestate ai feriti di Crans Montana? Gente che «si è messa a starnazzare», che ha scatenato «una tempesta di cacca italica contro la Svizzera» e che per questo andrebbe pure castigata bloccando le entrate fiscali che il governo di Berna deve versare a quello di Roma. Non propriamente un’operazione simpatia, ma è quanto comparso sulla testata «Mattino della domenica» che a Lugano e dintorni è l’organo ufficiale della Lega dei Ticinesi, partito che nella Svizzera italiana va per la maggiore. 

Lo scontro nato dopo l’invio delle richieste di pagamento per i soccorsi e le cure alle vittime del rogo di Capodanno non viene lasciato cadere al di là della frontiera. Il trafiletto al vetriolo è affiancato da un altro articolo di analogo tenore firmato dal deputato leghista Lorenzo Quadri. 



















































Per la «tempesta di cacca italica» il giornale elvetico mette nel mirino sia la premier Giorgia Meloni («non ha nient’altro da fare?») che il governatore lombardo Attilio Fontana con l’assessore alla sanità Guido Bertolaso. Il conto inviato dagli ospedali svizzeri? «Si parla di un conto di 100.000 franchi, che per uno Stato sono un’inezia!» (in realtà quella è la cifra sollecitata per una singola persona)

La Lega dei Ticinesi non  da oggi assumi toni sprezzanti quando si riferisce agli italiani. Ecco ancora un passaggio dell’articolo: «Qui qualcuno non ha ancora capito da che parte spunta il sole…gli amici italici già berciano a titolo preventivo che loro respingeranno al mittente qualsiasi richiesta…Se ai vicini del Sud non sta bene che l’Italia paghi le cure ai suoi concittadini a noi non sta bene che la paghino i contribuenti elvetici».

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E il fatto che le vittime di Crans non portano colpa per quanto da loro0 patito? E le responsabilità che stanno emergendo dall’inchiesta? E il fatto che gli ospedali italiani hanno aperto (gratis) le porte ha chi aveva bisogno di cure? Niente, neanche una riga. Anzi, l’onore nazionale ferito deve essere riparato- Come? Ritirando fuori un annoso cavallo di battaglia della Lega ticinese: il blocco dei cosiddetti «ristorni» vale a dire le tasse trattenute dal fisco elvetico dalle buste paga degli italiani che lavorano oltreconfine e che devono essere versati a Roma (in base a un trattato internazionale).

Anzi, la ritorsione auspicata è doppia: «Cominciamo a bloccare i 120 milioni di ristorni dei frontalieri, così almeno nella vicina Penisola possono sbroccare per qualcosa….e quando intende il Belpaese finalmente cominciare a farsi carico dei finti rifugiati che gli spettano in base all’accordi di Dublino?». Il riferimento è ai migranti che dopo essere sbarcati in Italia chiedono protezione al governo svizzero. 

Al di là delle invettive politiche e delle guerre mediatiche, Svizzera e Italia restano su posizioni antitetiche a proposito delle spese mediche sostenute per i feriti del Constellation: Berna applica alla lettera norme internazionali e che prevederebbero l’invio delle fatture agli Stati di competenza. «Un cittadino italiano che ha subito un incidente in Svizzera ha accesso alle cure mediche in Svizzera e i costi delle cure sono a carico del Paese di residenza» ha ribadito Doris Bianchi, responsabile dell’Ufficio federale per le assicurazioni sociali.  Roma ritiene invece il rogo di Capodanno un fatto eccezionale e soprattutto chiede che sia trattato con maggiore riguardo rispetto a vittime innocenti. 

27 aprile 2026 ( modifica il 27 aprile 2026 | 15:30)