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Redazione Online

La ricostruzione nel libro di un giornalista del Wall Street Journal: «Da giovane avrebbe lavorato come modella posando per servizi fotografici provocanti, oggi sarebbe un’istruttrice di immersioni tattiche militari»

«Il sub più coraggioso di tutto il gruppo era una donna». A quasi quattro anni dal sabotaggio del gasdotto tra Russia e Germania nel Mar Baltico, il giornalista del Wall Street Journal Bojan Pancevski rilancia la storia del Nord Stream 2 nel suo nuovo libro “The Nord Stream Explosion: la vera storia del sabotaggio che ha scioccato l’Europa”. 

Pancevski, intervistato dal quotidiano tedesco Bild, racconta di aver incontrato i presunti autori e mandanti dell’operazione tra i quali spicca la figura di una ex modella pornografica ucraina, identificata con lo pseudonimo di “Freya”. 



















































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Secondo il giornalista, la donna avrebbe avuto un passato nel mondo delle riviste per adulti: «Da giovane frequentava la vita notturna di Kiev e lavorava occasionalmente come modella, posando anche per servizi fotografici provocanti. In uno scatto di nudo, finito sulla copertina di una rivista, indossava un cappotto da capitano, il titolo della copertina era: “Perché il sole della Crimea risveglia sentimenti erotici?”». 

In seguito, intorno ai vent’anni, avrebbe scoperto il proprio talento per le immersioni, sviluppando competenze che si sarebbero rivelate decisive anni dopo. Pancevski racconta come proprio la guerra di aggressione russa abbia posto fine alla prima carriera di “Freya”, quando aveva già superato i trent’anni, dando una direzione completamente nuova alla sua vita.

«La sua capacità di immergersi a profondità inferiori ai 100 metri non era più richiesta», scrive Pancevski a proposito del crollo del turismo dopo l’invasione russa. «Poi, però, contattò un’unità di intelligence tramite i suoi colleghi sub. Si scoprì che le forze armate potevano ancora utilizzare le sue competenze. Gli ufficiali superiori le chiesero se fosse disposta a partecipare a una missione volta a individuare le fonti che la Russia utilizzava per finanziare la guerra contro il suo Paese. Si trattava di un’operazione delicata e potenzialmente letale. “Dove devo firmare?”, chiese “Freya”».

La donna avrebbe poi preso parte direttamente al sabotaggio, effettuando immersioni ripetute con circa 80 chilogrammi di equipaggiamento per collocare gli esplosivi sui gasdotti, affrontando condizioni meteo e operative estremamente difficili. Il giornalista la descrive come una delle subacquee più determinate del gruppo

Quando gli investigatori si sono imbattuti nel suo profilo durante le indagini, riferisce Pancevski, sarebbero rimasti sorpresi dal contrasto tra il passato da modella e il presunto ruolo nell’operazione. Tra il materiale raccolto figuravano anche vecchie fotografie, alcune molto esplicite, che avrebbero alimentato i dubbi iniziali sulla sua reale identità. Oggi, secondo la ricostruzione, la donna lavorerebbe come istruttrice di immersioni tattiche per militari ed è formalmente parte delle forze armate ucraine.

Il sabotaggio al Nord Stream 2

Resta invece accertato che tra il 26 e il 27 settembre 2022 diverse esplosioni vicino all’isola danese di Bornholm hanno gravemente danneggiato le infrastrutture: tre delle quattro linee dei gasdotti sono state distrutte, interrompendo il trasporto di gas, tuttavia le responsabilità dell’attacco restano oggetto di forti controversie. Mosca accusa l’Occidente, mentre i Paesi occidentali puntano il dito contro la Russia. Le indagini di Svezia e Danimarca sono state archiviate, la Germania, invece, continua a indagare.

Un’altra inchiesta giornalistica, firmata da Oliver Schroem e Ulrich Thiele, ipotizza che i mandanti siano ex agenti ucraini addestrati dalla Cia e che gli Stati Uniti fossero a conoscenza del piano, avendo informato anche la Germania senza però ottenere reazioni operative. Sul piano giudiziario, un sospetto – l’ucraino Serhij K. – è stato arrestato in Italia, estradato in Germania e si trova in custodia cautelare dal novembre 2025. È accusato di esplosione e sabotaggio anticostituzionale, ma nega ogni coinvolgimento. È al momento l’unico indagato detenuto.

27 aprile 2026 ( modifica il 27 aprile 2026 | 17:39)