Il numero uno di RedBird, che è ripartito oggi pomeriggio, ha approfittato del blitz milanese anche per un colloquio programmatico con l’allenatore, Furlani e Tare in vista della prossima stagione. In ballo – anche – quelle garanzie vitali agli occhi del tecnico per proseguire in serenità
Giornalista
27 aprile – 22:20 – MILANO
Per lo spettacolo – sul quale lui peraltro ha costruito buona parte della sua vita imprenditoriale – prego, ripassare. Alla luce delle esigenze spicciole di classifica, invece, Gerry Cardinale ha scelto la partita giusta per ripresentarsi a San Siro. Partitaccia sul campo, però punto vitale in cassaforte e comunque stadio pieno, al netto delle proteste della Sud per il caro biglietti. Stavolta, a differenza della precedente presenza nel derby, quello di Cardinale è stato un arrivo a sorpresa. Quanto meno per gli osservatori esterni, dal momento che lungo la settimana non erano giunti segnali in merito. Che si possa definire un blitz o meno (è ripartito oggi pomeriggio), questa nuova visita si inserisce nel solco di un 2026 in cui il numero uno di RedBird è tornato a frequentare con una certa frequenza San Siro, Casa Milan e Milanello. Quella di ieri è stata la quarta volta da inizio anno, una per mese. Con un duplice obiettivo: trasmettere vicinanza al club e alla squadra, dopo essere mancato da Milano per parecchi mesi, e gettare le basi di persona in vista della prossima stagione.
punto—
Dalla società, dopo la presenza di ieri al Meazza, arriva la consueta sottolineatura sul fatto che “la sua presenza testimonia ancora una volta il sostegno forte, costante e concreto della proprietà alla squadra e a tutto il club”. Ma, come nelle altre occasioni, c’è ovviamente di più. Cardinale non è un imprenditore che attraversa l’oceano con l’unico scopo di trasmettere vicinanza all’ambiente. C’è anche quello, dal momento che rappresenta una proprietà geograficamente lontana. Ma non solo quello. Le sue permanenze milanesi significano anche interlocuzioni istituzionali (come quella con la Lega di A delle settimane scorse) e all’interno del Milan. In questo senso, aprile è un mese che si affaccia con prepotenza sulla prossima stagione e quindi Cardinale ne ha approfittato per fare un punto anche con Allegri, Furlani e Tare. Nulla di nuovo, era già successo, ma è comunque qualcosa che vale la pena sottolineare in un momento dove il tecnico è stato tirato in ballo in chiave Nazionale e dove occorre iniziare a definire con una certa precisione le linee guida del mercato estivo.
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intenti—
Non è stato un vero e proprio summit, ma più una chiacchierata in cui allenatore e proprietà hanno fatto il punto sulle esigenze per la rosa del prossimo Milan e su quanto il club potrà fare per accontentare l’allenatore. Il punto cruciale è questo. Allegri era e resta un aziendalista, però ha bisogno di garanzie per affrontare con serenità la prossima stagione. O meglio: ha bisogno di garanzie per dare effettivamente seguito a quel “abbiamo iniziato un percorso insieme e lo proseguiremo insieme” sillabato dopo la vittoria di Verona. Che è una dichiarazione d’intenti potente e importante, ma per forza di cose non è ancora stata scolpita nella pietra. Il colloquio con Cardinale, seguito ai ripetuti incontri del tecnico con Furlani e Tare dei giorni scorsi, dunque è servito anche per chiarirsi e confrontarsi in tal senso. Anche perché la rosa ha assoluta necessità di essere migliorata. L’ha sottolineato anche Max in questo fine settimana, spiegando che va incrementata numericamente e che servono profili di esperienza da mixare con ragazzi più giovani su cui sono stati fatti investimenti. Tradotto: passare da una rosa di 23 elementi (portieri compresi) a 27-28 (come è ragionevole giocando in Europa) significherà mettere mano al portafogli in maniera non indifferente. Le esigenze della squadra comunque sono ben chiare alla società, che opererà in tal senso: l’intenzione è quella di portare a Milanello alcuni profili di livello – Goretzka è l’esempio più efficace -, Cardinale ha dato mandato di fare il possibile per accontentare l’allenatore.
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