Rimini, 27 aprile 2026 – “La Corte d’Assise chiama a testimoniare Manuela BianchiSubito. Niente suspense. Niente preparazione. Niente carosello mediatico ad accompagnare con un codazzo di flash la marcia della figura chiave del delitto di via del Ciclamino verso l’aula del processo a Dassilva.

Ma solo un colpo di scena, l’invito alla polizia giudiziaria di prelevare Manuela e scortarla in tribunale per rendere dichiarazioni sulle accuse rivolte lei contro dall’amica Romina Sebastiani.

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La donna che, poco prima della convocazione, riascoltata dai giudici dopo essere già stata indagata per falsa testimonianza, ha ritrattato oggi solo per aggiungere una nuova serie di particolari – e incontri – in cui Manuela le avrebbe detto e ribadito che “Louis è in carcere per colpa mia”, poiché all’incidente probatorio “non ho detto la verità”, avrebbe confidato secondo Sebastiani la Bianchi a lei in più occasioni.

Manuela Bianchi e Louis Dasilva amanti felici: quel periodo è finito da un pezzo, la donna si è trasformata nella principale accusatrice dell'unico indagato per l'omicidio di Pierina Paganelli

Manuela Bianchi e Louis Dasilva amanti felici: quel periodo è finito da un pezzo, la donna si è trasformata nella principale accusatrice dell’unico indagato per l’omicidio di Pierina Paganelli

Cosa ha detto l’amica in aula su Manuela Bianchi

La donna ha riferito durante la seconda deposizione (dopo la prima era stata indagata per falsa testimonianza) che in ben 3 occasioni tra il 15 aprile, il 5 maggio 2025 e gennaio 2026 Bianchi le avrebbe confidato di avere mentito in incidente probatorio sull’ultima ricostruzione della mattina del 4 ottobre 2023, quando Manuela avrebbe – secondo quanto cristallizzato in incidente probatorio – incontrato Louis nel seminterrato prima di trovare il cadavere di Pierina.

Sebastiani alla Corte ha raccontato che la Bianchi le avrebbe confidato di avere cambiato versione a causa delle pressioni del capo della squadra mobile. “Era il 15 aprile del 2025, eravamo a casa di Manuela e lei mi disse: ‘Ma ti rendi conto che se Louis è in carcere è colpa mia’”.

Manuela Bianchi e l'amica Romina Sebastiani, faccia a faccia in tribunale (Migliorini)

Manuela Bianchi e l’amica Romina Sebastiani, faccia a faccia in tribunale (Migliorini)

Sebastiani, difesa dall’avvocato Piero Venturi, ha raccontato delle modalità particolari in cui la nuora Manuela si confidò: mentre a voce alta riconfermava le accuse nei confronti di Dassilva, con il labiale indicava che non era vero. Una modalità che la testimone ha spiegato alla luce del fatto che Manuela temeva di essere intercettata.

Quelle confidenze le aveva quindi riversate in messaggi a se stessa perché “sento di doverlo dire alle autorità”, registrava sul telefonino. Nel corso della deposizione di oggi, Sebastiani ha raccontato che il 5 maggio 2025 Manuela Bianchi le aveva detto che il capo della squadra Mobile l’aveva indotta a raccontare quanto accaduto la mattina del ritrovamento del cadavere. E in un successivo incontro Bianchi aveva detto che invece era stato il pubblico ministero.

L'arrivo di Manuela Bianchi in tribunale mentre è al telefono con l'avvocato (foto Migliorini)

L’arrivo di Manuela Bianchi in tribunale mentre è al telefono con l’avvocato (foto Migliorini)

La versione di Manuela?

“Falsità”, le ha bollate l’ex amante dell’imputato per l’omicidio di sua suocera, “falsità di cui non mi spiego perché vengano dette”. Ha cominciato così Bianchi la propria (attesissima) deposizione, proceduta a oltranza fin quasi alle 21, per concludere un’udienza record di ben 12 ore. L’udienza è stata poi rinviata al 18 maggio 2026 con chiusura istruttoria e conclusioni del pubblico ministero. Il 25 maggio toccherà alle difese.

Mezza giornata per portare Manuela a ripercorrere anche la mattina del 4 ottobre 2023, quando ritrovò il cadavere di Pierina Paganelli. Una ricostruzione dei fatti che Bianchi ha ripercorso in maniera aderente a quanto già sostenuto in incidente probatorio: dall’incontro con Dassilva nei sotterranei, all’avvertimento che “c’è una signora a terra” oltre la porta tagliafuoco e l’indicazione di “chiedere aiuto al ragazzo moldavo al primo piano”.

Valeria Bartolucci, moglie di Dassilva, in aula (Foto Migliorini)

Valeria Bartolucci, moglie di Dassilva, in aula (Foto Migliorini)

È stato come “vivere un film dell’orrore”

Ma più che sul ripercorrere la mattina del ritrovamento di Pierina, che Manuela ha voluto ricordare sia stato come “vivere un film dell’orrore”, la Bianchi è stata chiamata a dire la sua sulle ricostruzioni di Romina Sebastiani. Prima da sola, poi, con l’ennesimo colpo di scena all’interno di un’udienza degna della chiusura della fase istruttoria di un processo elefantiaco, ’faccia a faccia’ con l’amica.

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Una resa dei conti giudiziaria tra le due donne sugli incontri del 15 aprile e 5 maggio 2025 e del 16 gennaio 2026. Un confronto in cui però nessuna delle due si è smossa dalla propria versione. Romina Sebastiani ha confermato le ’confessioni’ di Manuela e Bianchi, pur negando le parole riferite dall’amica, ha confermato invece incontri e circostanze. “Il 15 aprile avevo preso delle gocce dopo essermi sentita male durante il trasloco – così Manuela –, ma non ho mai parlato di Louis o detto che fosse in carcere per colpa mia né di avere mentito all’interrogatorio”. Il 16 gennaio ’26? “Siamo scese sotto casa e le ho chiesto di non portare il telefono – ha concluso Bianchi –, ma solo perché volevo parlarle di questioni private tra me e mio marito”.