di
Enrica Roddolo
Il sovrano britannico è atterrato nel pomeriggio americano. Al via la visita di Stato. Il garden party per 600 ospiti, e oggi il re parla al Congresso, poi il banchetto
Re Carlo e la regina Camilla, sono atterrati a Washington. Donald Trump e la First Lady Melania li hanno attesi alla Casa Bianca, al Portico Sud, per condurli nella Green Room. E Melania si è concessa un doppio bacio di benvenuto, sulle guance del re e di Camilla, mentre Trump ha messo la mano sulla spalla del sovrano per guidarlo verso l’ingresso della Casa Bianca. Sotto il sole di una bella giornata di primavera, americana.
E’ pronto il tè per gli ospiti Royal. Inizia così la prima visita di Stato Oltreoceano di re Carlo III con la regina Camilla, dopo le quattro visite di Stato della madre Elisabetta II a Washington nel suo lunghissimo regno durato 70 anni.
Ed era forse inevitabile che iniziasse proprio con un Tea time, per riconciliarsi con la storia di un quarto di millennio. Sì perché come dimenticare che la rivoluzione americana iniziò (anche) con il Boston tea party? Quando, era il 1773 centinaia di casse di tè furono gettate nelle acque del porto di Boston dai coloni americani per protestare contro il Parlamento britannico che aveva appena approvato il Tea Act.
Dopo il tè, la First Lady Melania che ha curato personalmente i lavori per il nuovo alveare della Casa Bianca, ha scortato con il presidente Trump i Reali sul prato Sud: omaggio alla sensibilità ambientalista di Carlo che della tutela del creato e della natura ha fatto la missione di una vita. E se sul fronte delle energie sostenibili pare insormontabile la distanza tra il Re e The Donald che scandì «drill baby drill» nel suo discorso inaugurale, sul piano della sensibilità alla natura le affinità possono essere maggiori. Grazie alle api della Casa Bianca insomma il «re della sostenibilità» e Trump trovano un punto d’incontro.
L’alveare è collocato dove c’è anche il kitchen garden, l’orto della residenza presidenziale che fornirà frutta e verdura per il banchetto di Stato in onore del re. Ma per il banchetto ci sarà tempo questa sera, la prima notte americana del re e della regina è tempo di garden party: invitati in loro onore nel giardino dell’ambasciata britannica 600 ospiti, personalità legate a Londra e a Washington.
Un garden party e un ricevimento ufficiale, proprio come quando arrivarono esattamente un anno fa a Roma in visita di Stato. E a proposito di Roma, per annunciare ufficialmente questo viaggio americano re Carlo ha scelto proprio la foto scattata alla coppia reale, in occasione del loro ventesimo di nozze, da Chris Jackson, appena atterrati in Italia un anno fa. E’ la foto a villa Wolkonsky residenza dell’ambasciatore britannico in Italia.
E come per annunciare la visita di Stato in Italia, Carlo III postò sui social suoi acquarelli della Città Eterna, anche per la visita negli Usa il re ha dipinto la Casa Bianca.
«Il programma celebrerà le storiche connessioni e le moderne relazioni bilaterali tra UK e Usa, celebrando i 250 anni dell’indipendenza americana», ha annunciato Buckingham Palace. E a Carlo martedì sarà riservato l’onore più alto. Parlare al Congresso. Prima di lui la regina Elisabetta nel 1991 aveva avuto lo stesso privilegio. Negli Usa re Carlo si ferma però solo quattro giorni. La metà del viaggio di Elisabetta che viaggiò negli Usa per i due secoli dall’indipendenza americana nel 1976 e vi restò sei giorni.
Dopo Washington dove Donald Trump riceve il sovrano britannico con il climax del banchetto di Stato, una visita a New York, più una terza tappa sempre sulla costa Est in Virginia. Anche perché a Ovest, in California abita da sei anni il principe Harry con la moglie Meghan e nessuno a corte come alla Casa Bianca vuole offuscare la visita di Stato del sovrano britannico con l’attualità e le vicende dei duchi di Sussex.
Sullo sfondo le ultime vicende che coinvolgono l’ex principe Andrea, con gli Epstein Files che rimbalzano, fragorosamente, da un capo all’altro dell’oceano. Trump proverà questa sera a restituire la magia provata nella St George’s Hall di Windsor nel settembre scorso dove per la coppia presidenziale, la Royal family britannica riservò un’accoglienza davvero «regale».
Ma l’inquilino della Casa Bianca non potrà accogliere re Carlo nella nuova Ballroom che sta costruendo nel palazzo presidenziale. Anche se è certo che l’ispirazione per una sala da ballo, l’abbia presa proprio da Buckingham Palace e dalla tradizione dei grandi ricevimenti a corte.
Una tradizione iniziata a Londra nell’Ottocento con la regina Vittoria che pretese per Buckingham Palace una «Ballroom per intrattenere degnamente gli ospiti».
Anche se la visita americana di Carlo sarà breve, rispetto al viaggio americano di Elisabetta negli anni ’70 di sei giorni da Philadelphia la culla d’America a New York, New Haven, Charlottesville e Boston, il clima disteso nel quale è iniziata con quel saluto affettuoso di Melania per re Carlo e Camilla, ha confermato l’ascendente della famiglia reale sul presidente americano.
Non solo, ma a completare l’opera di moral suasion dei Windsor dovrebbe arrivare in estate, pure l’amatissimo principe William. Complici i Mondiali di calcio. Beniamino in patria e anche Oltreoceano grazie al ricordo della principessa Diana, Lady D.
E di Diana alla Casa Bianca resta nella memoria il suo volteggiare leggiadra, al braccio di John Travolta, l’attore della «Febbre del sabato sera» proprio alla Casa Bianca. Sotto gli occhi divertiti di Ronald Reagan che da attore amava i colpi di scena. E mentre l’allora principe Carlo conversava amabilmente con la First Lady Nancy: ne scaturirà un’amicizia destinata a durare nel tempo.
27 aprile 2026 ( modifica il 28 aprile 2026 | 10:29)
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