Il noto analista Ming-Chi Kuo parla di un accordo con Qualcomm, MediaTek e Luxshare per realizzare il misterioso progetto a cui sta lavorando Sam Altman insieme alla startup dell’ex designer di Apple Jony Ive

La scocca potrebbe essere quella di uno smartphone, ma sullo schermo potrebbero sparire tutte le icone per lasciare spazio a un unico spazio in cui porre richieste. Per a fare tutto – ad attivare funzioni, fare ricerche, inviare comunicazioni – ci penserebbero agenti di intelligenza artificiale. Prende forma e acquisisce concretezza il misterioso progetto a cui OpenAI sta lavorando insieme alla startup dell’ex designer di Apple Jony Ive. Si è parlato di un wearable – qualcosa da indossare – ma anche di un paio di auricolari. Ora invece le indiscrezioni raccontano che nei laboratori di Sam Altman si sta forgiando un dispositivo molto simile a uno smartphone.

Il noto analista Ming-Chi Kuo, da anni fonte più che affidabile sulle novità che riguardano l’ecosistema Apple, ha raccontato come OpenAI stia collaborando con Qualcomm, MediaTek (per i chip) e Luxshare (per la manifattura e il design) per realizzare il suo smartphone. O meglio, un dispositivo che faccia dimenticare il modo in cui oggi usiamo lo smartphone. D’altronde sull’hardware ha bisogno di alleati: OpenAI è specializzata nel software. E infatti sta proprio nel software la rivoluzione di questo oggetto. Che non prevede l’installazione di nessuna app. Per utilizzarlo, ci si affiderebbe a un gruppo di agenti, pronti a soddisfare ogni nostra richiesta perché informati in tempo reale su ogni dettaglio del nostro contesto di operazioni digitali. Un altro modo per raccogliere un’immensa quantità di dati.



















































Uno smartphone senza app: il progetto di OpenAI

Si sa poco altro, se non che a OpenAI si sta lavorando a una serie di modelli di intelligenza artificiale adatti allo scopo e che le specifiche di questo nuovo prodotto potrebbero essere finalizzate entro la fine dell’anno o a inizio 2027. La produzione potrebbe iniziare nel 2028.

L’indiscrezione arriva in un momento non roseo per OpenAI, che sta mancando i suoi obiettivi di crescita. Il Wall Street Journal racconta delle preoccupazioni della direttrice finanziaria Sarah Friar: i continui investimenti in infrastrutture – in previsione della quotazione in Borsa – non vengono colmati del necessario incremento in ricavi e utenti. Negli ultimi anni OpenAi ha sottoscritto impegni per circa 600 miliardi di dollari in capacità di calcolo, puntando sulla continua espansione di ChatGpt. Tuttavia, la crescita del servizio ha rallentato alla fine dello scorso anno. 

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28 aprile 2026 ( modifica il 28 aprile 2026 | 12:34)