L’auto con a bordo il guardasigilli è entrata attorno alle 13 nella sede del governo ed è andata via dopo oltre un’ora. Il ministro nel mirino delle opposizioni per il caso della grazia concessa a Nicole Minetti
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è arrivato intorno alle 13 a Palazzo Chigi ed è andato via dopo oltre un’ora.
Il Guardasigilli, si apprende da fonti di governo, ha incontrato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, «per questioni pregresse». Secondo quanto viene riferito, il colloquio era già previsto ed è stato incentrato sull’esame di alcuni provvedimenti.
Il ministro Nordio è nel mirino delle opposizioni per la grazia concessa a Nicole Minetti. Secondo Nicola Fratoianni (Avs) «Nordio avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni gia’ ai tempi del caso Almasri con la vergognosa liberazione con tutti gli onori dello Stato di un trafficante e torturatore, non lo ha fatto nemmeno dopo la batosta del referendum. Ora, farebbe bene a dimettersi, dopo questo ennesimo disastro, nel quale è riuscito a coinvolgere, suo malgrado, persino la più alta carica istituzionale del Paese». Per il M5S deve dare «spiegazioni chiare sull’istruttoria del suo ministero sulla grazia a Nicole Minetti, senza cercare nuovi capri espiatori e risparmiandoci qualsiasi altra esibizione di arroganza e protervia, e poi tolga il disturbo, prima di fare altri danni. Su Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani grazie al Fatto Quotidiano sono emersi elementi pesantissimi e ombre allarmanti sull’istruttoria consegnata dal ministero al Quirinale». Il leader di Iv Matteo Renzi invece attacca: «Non conosco Nicole Minetti, ma conosco molto bene Sergio Mattarella. So che c’è una garanzia di serietà sia nel procedimento da parte del Quirinale, sia nei chiarimenti che sono stati annunciati. Rispetto a Nordio, è evidente che qui non governa più nessuno. Non è Nordio, il problema è Meloni. Chi si deve dimettere? Non è Nordio, ma Meloni». Il deputato Pd Arturo Scotto, a proposito di Minetti, sottolinea: «Diciamo che, almeno secondo le inchieste del Fatto, la donna non si era trasformata in Maria Goretti. Se si dimette Nordio è probabile che cada il governo».
Alla richiesta di dimissioni, arrivata ieri anche dalla Pd Deborah Serracchiani, Nordio ha già replicato ieri: «Prima di chiedere le mie dimissioni l’onorevole Serracchiani avrebbe dovuto rileggere, visto che è laureata in giurisprudenza, l’art 681 del codice di procedura penale, sui provvedimenti relativi alla grazia». Il portavoce e deputato di Forza Italia Raffaele Nevi, ospite di Un giorno da pecora a Rai Radio1, difende il ministro: «Non ci sono evidenze di errori da parte del suo ministero. Abbiamo fiducia nel ministro che ha dimostrato capacità istituzionali e qualità nel gestire un dicastero molto complesso». Il ministero della Giustizia ha emanato una nota per sottolineare che nessuno degli elementi «negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura». Ora sono in corso ulteriori accertamenti: Nordio ha dato mandato alla Procura generale di approfondire quelle rivelazioni per tornare con un’istruttoria più completa.
28 aprile 2026 ( modifica il 28 aprile 2026 | 15:06)
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