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Redazione Milano
Dalle modalità di adozione all’estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo: confermati gli approfondimenti sulla vicenda che portò alla grazia per l’ex consigliera regionale lombarda (che parla per la prima volta)
«Adozione nel pieno rispetto della legge. Io mai indagata in Uruguay. Indebita esposizione mediatica per mio figlio. Violati i principi a tutela dei minori». Nicole Minetti parla per la prima volta della vicenda che la riguarda. La ex consigliera della Regione lombardia – condannata a complessivi 3 anni e 11 mesi per induzione alla prostituzione e peculato nei processi Ruby bis e Rimborsopoli – aveva ricevuto la grazia per ragioni umanitarie, in virtù delle condizioni di salute di un familiare minore.
«È particolarmente grave che siano state attribuite alla mia persona circostanze e dichiarazioni mai rese, costringendomi a difendermi da fatti del tutto inesistenti – sostiene Minetti in una nota diffusa dai suoi legali – preciso, con assoluta chiarezza, di non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna».
«Di fronte a una grave patologia che ha colpito mio figlio, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a strutture sanitarie di eccellenza, al fine di garantire le migliori cure possibili – ha continuato -. In tale contesto, è stata individuata una struttura altamente specializzata a Boston, dove mio figlio è stato sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato e complesso». «Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto. L’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge, seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato. Le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa risultano pertanto infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e gli stessi principi deontologici a tutela dei minori».
Minetti smentisce dunque quanto riportato nell’inchiesta del «Fatto Quotidiano», secondo cui l’adozione del bambino in questione sarebbe maturata in un contesto non chiaro, di povertà, risvolti oscuri e possibili irregolarità. Notizie in seguito alle quali il Quirinale ha inviato una lettera al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in cui chiede di verificare ogni cosa. Ora è dunque atteso un nuovo parere sulla vicenda.
Così in mattinata il sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano, Gaetano Brusa, all’Ansa: «Di concerto con il procuratore generale siamo già attivati per le verifiche, dalle forze nostre di polizia a quelle dell’Interpol, con massima urgenza. Andremo avanti finché non troviamo tutti gli elementi, positivi o negativi. Ripeteremo accertamenti anche in Italia sull’autenticità di documenti sanitari ed altro. Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all’estero alla morte del legale della madre biologica del bimbo. Se incontreremo ostacoli faremo un passo successivo per una rogatoria».
«Abbiamo ricevuto dal ministero un’autorizzazione ampia a svolgere tutti gli accertamenti a 360 gradi – ha proseguito Brusa -. Andremo ad indagare i dati che prima non emergevano e li andremo a sviscerare con tutti gli strumenti a disposizione». Riguardo al precedente mandato del ministero della Giustizia per le verifiche, avvenute nelle scorse settimane, il sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano ha spiegato: «Il ministero, come da prassi, ci ha fornito uno specchietto con tutti gli accertamenti che vanno svolti. Questa volta non abbiamo nessuno schema, abbiamo accertamenti liberi».
I magistrati vogliono avere informazioni e documenti anche dall’estero, come dall’Uruguay, «su tutte le persone» di cui si parla, anche la stessa ex igienista dentale e il compagno Giuseppe Cipriani, oltre alla documentazione del Tribunale uruguayano sulla causa per il minore.
La procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha chiarito: «Dopo le nuove verifiche siamo sempre tenuti a dare un parere e potremo evidentemente anche modificarlo e anche il Ministero darà un parere e poi il Presidente deciderà». Sul fatto che nella prima istruttoria non siano stati fatti controlli all’estero, Nanni e Brusa hanno chiarito: «Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero che è una delega classica, attivata in casi simili, né più né meno. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare. Normalmente il Ministero ci dice se ritiene gli accertamenti non completi, li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti».
Inoltre, la Procura generale di Milano, qualora l’istanza di grazia di Nicole Minetti si rivelasse fondata su elementi incongruenti e non veritieri, trasmetterà gli atti alla Procura per l’apertura di una indagine a carico
dell’igienista dentale. È quanto si apprende in ambienti giudiziari milanesi. Tra gli accertamenti delegati all’Interpol ci sono anche quelli che riguardano il periodo in cu Minetti avrebbe soggiornato a Ibiza. Da quanto si è saputo, vista l’urgenza, il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa avrebbe chiesto di essere informato anche in caso di esiti parziali degli accertamenti.
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Ora, hanno ribadito, «l’interesse di tutti è chiarire», attraverso verifiche su eventuali procedimenti penali in Uruguay o all’estero «su tutte le persone» e la raccolta di documenti anche del Tribunale uruguaiano. Sempre sulle precedenti verifiche Nanni ha risposto: «Magari il giornalista è stato molto bravo o qualcuno non ha detto a noi ciò che doveva dire. Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche. Voglio accertare, prima come cittadina e poi come magistrato, i fatti indicati».
La Pg ha precisato anche che si tratta per Minetti di «una grazia condizionata alla non commissione nei successivi 5 anni di ulteriori reati». E sulle tempistiche la Pg ha chiarito che «mano a mano che arriveranno gli esiti degli accertamenti della nostra delega a 360 gradi, quando riterremo di aver soddisfatto le richieste istruttorie del Quirinale manderemo il nostro parere al Ministero su quei fatti indicati gravissimi», per come emergono dai media. L’Interpol nel più breve tempo acquisirà «tutte le informazioni».
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28 aprile 2026 ( modifica il 28 aprile 2026 | 18:58)
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