di
Gaia Piccardi
Lo spagnolo Jodar, 19 anni, ha studiato Sinner «a memoria» e oggi lo affronta nei quarti a Madrid: 728 posizioni scalate in un anno nel ranking Atp, un bilancio all’esordio migliore persino dei Big Three e dello stesso Jannik
Il primo figlio legittimo di Jannik Sinner si chiama Rafael Jodar Camacho, ha 19 anni compiuti da 224 giorni e dopo aver battuto a Madrid il coetaneo più glamour Joao Fonseca in un bellissimo match, ammette: «Non solo ho guardato tutti gli incontri di Jannik, li ho studiati a memoria».
Tra il dire e il fare, cioè crescere a immagine e somiglianza del n.1 italiano, avversario oggi pomeriggio nei quarti di finale (qui dove vedere la sfida) c’è di mezzo la scalata del ranking Atp: 728 posizioni l’anno scorso (da 896 a 168), già 131 in questa stagione nemmeno a metà (da 165 a 34: fa testo la classifica live), che sulla terra amica del Master 1000 di casa gli ha riservato la 18ª vittoria nei suoi primi 25 match Atp (8 kappaò): un bilancio superiore non solo ai Big Three (Federer 11, Djokovic 12, Nadal 15) ma anche a Sinner stesso(12).
Jodar, va detto, non l’aveva visto arrivare nessuno. Noi abbagliati da Sinner, gli spagnoli da Alcaraz, gli altri impegnati a tifare per i loro talenti, nessuno dei quali appare attrezzato per vestire, in tempi ragionevoli, il ruolo di terzo incomodo. Zitto zitto, trainato da un dritto violentissimo e da un servizio che piove da 191 cm di altezza (il ragazzo è ancora in crescita), il nuovo Rafa nato in una città satellite di Madrid (Leganés) e cresciuto al Tc Chamartin dividendo lo spogliatoio con l’altro maestrino iberico Martin Landaluce (anche lui classe 2006) ha preferito la giungla del circuito alla bolla ovattata del tennis di college americano: studiava e giocava all’Università della Virginia, che ha lasciato nel 2025.
A marzo Jodar ha rotto il ghiaccio all’Atp 250 di Marrakech, ed è curioso che pur sentendosi più a suo agio sul veloce, come Jannik, abbia vinto il primo titolo sul rosso. Il sistema spagnolo su cui Jodar sta surfando, somiglia allo straordinario volano federale da cui è partita la nouvelle vague azzurra guidata da Sinner: wild card per i tornei casalinghi (Rafa è entrato con invito sia a Barcellona che a Madrid, che sta onorando), migliorando ogni settimana il best ranking. Nel suo angolo, che presto vedremo affollato di manager, press agent, fisio e preparatori, per ora c’è solo il padre Rafael senior, che lo allena: «Tra noi c’è un rapporto speciale, so di trovare sostegno anche quando le cose non vanno bene».
Oggi, nel giorno della sua prima sfida con il suo «padre putativo» Sinner, Jodar è a soli 107 punti dalla 32ª testa di serie al Roland Garros. In appena quattro mesi da professionista.
29 aprile 2026
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