Gli occhi lucidi, lo sguardo sfuggente e il sorriso largo per nascondere l’emozione: è successo quando Elena Santarelli ha spiegato quanto quella crepa si stesse allargando nella sua vita e in quella del marito Bernardo Corradi e sull’emozione sconfinata quando il suo telefono ha squillato e le hanno detto che l’incubo era finito e che Giacomo era guarito. La regine delle Belve Fagnani, stoica, controllata, paziente e perseverante, si è commossa di fronte al dolore e alla forza di una madre che porta con sé delle ferite che forse non si rimargineranno mai del tutto. Di certo colpisce che questa sia la prima volta nella storia di Belve in cui la padrona di casa mostra un lato così tenero e vulnerabile, come se avesse deciso di abbassare per un attimo lo scudo e lasciarsi travolgere dall’emozione.

Non siamo qui a scrivere quanto sia bello e importante che anche i personaggi apparentemente più forti di altri si mostrino ogni tanto fragili: è una retorica che lascia il tempo che trova e che, col passare del tempo, sta diventando anche un po’ stucchevole. Siamo qui a scrivere quanto è prezioso tenere viva l’empatia, sia quando si intervista qualcuno in televisione che nella vita di tutti i giorni. Francesca Fagnani ed Elena Santarelli nell’ultima puntata di Belve hanno scritto una bellissima pagina di empatia e rispetto: teniamola a mente, soprattutto in tempi in cui l’egoismo è sempre più imperante e gli intervistatori sono più interessati a loro stessi che agli intervistati.