di
Cesare Giuzzi
L’uomo aggredito a colpi di casco da una decina di persone. Il deputato di FdI: «Strappare i manifesti di Ramelli già è grave, ma nel giorno in cui è stato ammazzato…». Romano La Russa: «I saluti romani? Spariranno quando il 25 Aprile sarà unitario»
Era uscito da un locale della zona e mentre tornava a casa ha visto i manifesti per le celebrazioni del 51esimo anniversario dell’assassinio di Sergio Ramelli e li ha staccati. In quel momento però è stato visto da alcuni militanti dell’estrema destra che lo hanno subito aggredito. Una violenza brutale a colpi di casco e a mani nude. Gli aggressori erano «almeno una decina», ha raccontato la stessa vittima ai carabinieri: è un milanese di 33 anni finito al pronto soccorso della clinica Città Studi in codice verde.
L’aggressione è avvenuta a Milano intorno alle 23.40 di martedì 28 aprile via Gaspare Aselli all’angolo con via Beato Angelico. Secondo una prima ricostruzione la vittima avrebbe strappato alcuni manifesti appena affissi per pubblicizzare la manifestazione che si terrà questa sera nel quartiere (previsti un migliaio di militanti di estrema destra). Lo stesso 33enne ha poi precisato al Corriere che i manifesti «si trovavano già a terra» quando è passato. In quel momento però erano ancora presenti alcuni attivisti che li avevano affissi da poco e che sono subito intervenuti colpendo il 33enne, secondo suo racconto, anche con la scopa utilizzata per distribuire la colla. Poi sarebbero arrivati altri cinque militanti scesi da una Volkswagen Golf che si sarebbero accaniti contro la vittima anche con dei caschi. Poi la fuga. Il 33enne è stato soccorso da un’ambulanza del 118 con una ferita al sopracciglio sinistro e al labbro superiore. Le indagini sono affidate ai carabinieri.
A margine della commemorazione istituzionale di Ramelli, il militante del Fronte della Gioventù ucciso da esponenti di Avanguardia operaia, il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato ha detto all’AdnKronos che il ragazzo aggredito ieri sera «è stato picchiato perché ha voluto andarsele a prendere. Uno che va a strappare i manifesti di Ramelli già è grave, che lo faccia il giorno in cui è stato ammazzato… non aggiungo altro».
«Condanno fermamente la grave aggressione – ha dichiarato inoltre De Corato – avvenuta nei confronti di un ragazzo poche ore fa che ricorda gli anni bui, in cui prevalevano odio e violenze delle quali prendo le distanze senza se e senza ma. Sottolineo, però, proprio oggi, che mezzo secolo il centrosinistra milanese non ha mai messo un simbolo sui muri, o intitolato qualcosa di concreto, né per Sergio Ramelli né per Enrico Pedenovi, cosa che invece ha fatto, al contrario, per Dario Fo e per Giuseppe Pinelli».
Sempre a margine della commemorazione Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza ed esponente di Fdi, ha risposto a chi gli chiedeva se volesse fare un appello per invitare chi sfilerà questa sera verso il murales di Sergio Ramelli in via Paladini, a non fare il saluto romano. «Faccio a tutti, non solo a chi sfilerà stasera, l’appello di andare verso una conciliazione da parte di tutti, che si superino certi steccati – ha detto La Russa -. È qualcosa che non ci inventiamo oggi ma che già dagli anni ‘70 continuiamo a ripetere e ci auguriamo che un domani il 25 Aprile lo si possa festeggiare tutti insieme e che non sia più una festa di parte, una festa soltanto di un partito. Quando questo avverrà spariranno anche i saluti romani».
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29 aprile 2026 ( modifica il 29 aprile 2026 | 14:09)
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