Il governo tedesco non si arrende e non intende dare via libera alla conquista di Commerzbank da parte di Unicredit. Intanto l’istituto di Francoforte, che il prossimo 8 maggio svelerà i conti del trimestre, secondo indiscrezioni, potrebbe avviare nuovi tagli del personale per fronteggiare l’attacco di Andrea Orcel.

In attesa dell’avvio dell’offerta di Unicredit su Commerzbank, previsto nei prossimi giorni dopo l’assemblea convocata per il 4 maggio per approvare l’aumento di capitale al servizio dell’operazione, una ricostruzione dell’agenzia americana Bloomberg ha rivelato che Berlino, da sempre contraria alla presa del controllo da parte del gruppo italiano, ha cercato un cavaliere bianco per difendere la banca tedesca.

Unicredit-Commerz, la mossa di Berlino

I colloqui sarebbero partiti all’inizio di quest’anno con alcuni contatti informali con le banche affinché un nuovo investitore strategico possa rilevare una quota, anche di maggioranza, dell’istituto. Le interlocuzioni tuttavia non sarebbero andate oltre una fase preliminare.

L’iniziativa ribadisce però ancora una volta la determinazione del governo di Berlino per preservare l’indipendenza di Commerzbank, da tempo nel mirino di Orcel. Una strategia che però, riporta ancora l’agenzia americana, evidenzia anche i limiti delle opzioni a disposizione dell’esecutivo tedesco – secondo maggiore azionista della banca con il 12,7% dopo Unicredit – per respingere l’istituto italiano. E dimostra anche la difficoltà a trovare investitori pronti a farsi avanti contro Unicredit.

L’INIZIATIVA

Il governo tedesco fin dall’inizio ha bollato come «ostile» l’iniziativa dell’istituto basato a Milano, sostenuta invece dal ministero dell’Economia italiano. «Rispettiamo il progetto di Unicredit, è ambizioso. Ha dei razionali economici importanti», ha detto nei giorni scorsi il Mef. Il gruppo italiano, da quando nel 2024 ha avviato il suo investimento nella banca tedesca, ha progressivamente rafforzato la sua partecipazione fino ad arrivare a possedere quasi il 27% del capitale dell’istituto (quasi 33% se si considera anche la quota in derivati). La Germania in particolare teme che l’operazione sposti il processo decisionale dell’istituto, fondamentale per il finanziamento delle piccole e medie imprese tedesche, da Francoforte a Milano. Da qui anche l’ipotesi circolata di chiedere in cambio di un via libera all’acquisizione lo spostamento della sede del gruppo in Germania. Prospettiva però subito bocciata anche dal governo italiano.

Tornando invece ai tagli, Commerzbank – secondo quanto riferito ieri dal giornale tedesco Handelsblatt – pianificherebbe una nuova riduzione del personale, anche se non è ancora chiaro quanti potranno essere di preciso i posti a rischio. L’ipotesi mette in ogni caso in luce le sempre maggiori difficoltà dell’amministratore delegato dell’istituto di credito tedesco, Bettina Orlopp, sotto pressione per l’attacco di Unicredit. Fra l’altro il timore di una riduzione dei dipendenti in Germania è sempre stato un argomento usato per contrastare le mire italiane sulla banca.


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