Jodar supera il test, ma Sinner è troppo forte

(Gaia Piccardi) Piove, governo (spagnolo) ladro. Tetto chiuso alla Caja Magica per il match più interessante del torneo, Sinner-Jodar. Chi avvantaggia? Jannik y el nuevo Rafa giocano a specchio, difficile dirlo. Lo spagnolo regge il crash test, si conferma prospetto interessantissimo del tennis mondiale, ma il numero uno italiano è (ancora) troppo forte. Passa in due set (6-2, 7-6), garantendosi la semifinale anche al Master 1000 di Madrid, un traguardo che non aveva mai raggiunto.

Per il ragazzo di Madrid si è scomodato mezzo Real, di ieri (Raul) e oggi (Bellingham). Ne valeva la pena perché l’atteggiamento con cui Rafael Jodar, 19 anni, affronta Jannik Sinner è già da grande. Da lunedì diventerà n.34 del ranking, a un passo dalle teste di serie di Parigi. Riparte con eccellente quarto di finale Master 1000 e con i complimenti di Sinner impressi sulla telecamera a fine partita: «Che giocatore!».

Match denso, teso, di livello. Sul primo servizio di Sinner, si va subito ai vantaggi. E nel game successivo (1-1), sulla palla break per Jannik Jodar conferma tutte le buon sensazioni di questa prima parte di stagione: la annulla con la combo servizio-palla corta, una soluzione non da chiunque. La seconda occasione di fuga la butta via l’azzurro con una risposta di dritto in rete. Jodar si salva con classe. 2-1. Gli scambi si allungano, il match si ingarbuglia. Jannik indoor è stranamente impreciso con il dritto, Rafa sfonda con il suo e adesso la palla break ce l’ha lo spagnolo. Il nastro aggiusta la palla sulla racchetta di Sinner, che sfonda con il dritto insideout ma a ruota mette in rete il più facile degli smash. Un po’ di tensione gli irrigidisce il braccio. E’ solo un attimo. Un ace di seconda risolve il game (2-2). L’inerzia, forse spinta dal vento che porta pioggia su Madrid, cambia rotta. Sotto 0-40, all’improvviso Jodar sembra nudo davanti al re. Si aggrappa a due prime, ma poi Sinner tira fuori dal cilindro la prima prodezza: un rovescio nel sette, che strappa il velluto sottile del match. Break: 3-2.

Le difficoltà non sono finite. E’ l’ennesimo errore di Jannik, seguito da un gesto spazientito verso la panchina, a proporre all’avversario di rientrare in partita. Rafa mette lungo un dritto ma l’attenzione deve rimanere alta. Jannik alza la soglia dell’allerta. 4-2. E questa volta sulla superficie del talento spagnolo si aprono allarmanti crepe: break a zero, scatto in avanti di Sinner (5-2), che chiude col servizio a favore. 6-2.

Conquistato il primo set, il n.1 tira un sospiro di sollievo. Il match, però, rimane ingarbugliato. Sinner coltiva la sua fallosità inedita, Jodar non arretra di un centimetro: continua a lavorare la palla in top, che rimbalza ben sopra la spalla dell’italiano, costretto ad arrampicarsi nell’aria rarefatta di Madrid per addomesticarla. Un gran dritto da fondo consegna allo spagnolo due palle break: Jannik esce dalla buca due volte, con un dritto e con la soluzione palla corta-lob. Annulla il pericolo con l’autorevolezza del campione. 3-3. Ci ricasca, però. Sinner smarrisce la prima e si ritrova sotto 15-40 per il secondo turno di servizio di fila; alza il livello: con due dritti molto diversi tra loro (incrociato e ad uscire dopo scambio furibondo) risolve il rebus. Ma sotto il tetto della Caja Magica, nell’umidità, fiorisce una terza palla-fuga per Jodar: un dritto in contropiede con lo spagnolo a rete restituisce la parità al migliore, che annulla la quinta palla break in due turni di battuta. 4-4. Jodar è piegato, ma non spezzato. Ha la forza di cancellare tre letali palle break, 5-4. Che giocatore, che carattere. Ma Sinner non si fa abbagliare: 5-5. Tra prime vincenti e corrida da fondo, si arriva al tie break, specialità di Haus Sinner.

Jannik fa un passo avanti, per alzare il peso della pressione. Ottiene immediatamente il mini-break (1-0), lo consolida (3-0). Sotto stress, Jodar si sfalda. Dritto sbagliato in lunghezza (4-0), seguito da un rovescio con lo stesso difetto (5-0). Sull’onda del vantaggio, Jannik chiude con un dritto vincente. «Mi ha spinto al limite, è un tennista incredibile – dice -. Ora so cosa aspettarmi da Rafa». E Madrid sa cosa aspettarsi da Sinner.