di
Cesare Giuzzi
Modificato il capo di imputazione in cui era accusato «in concorso». Sempio non è mai stato sentito: nel 2025 i suoi legali avevano dichiarato nullo l’invito per un cavillo burocratico
Un’ultima chiamata prima della chiusura definitiva delle indagini. La procura di Pavia ha convocato per mercoledì 6 maggio, tra una settimana, Andrea Sempio il 38enne indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Una convocazione a sorpresa dopo quella (a vuoto) del 20 maggio quando Sempio non si era presentato in quanto i suoi legali (all’epoca con l’avvocato Angela Taccia c’era ancora Massimo Lovati) sostenendo la nullità dell’invito in quanto mancava l’avviso relativo all’accompagnamento coatto in caso di rifiuto.
Ora la nuova richiesta di interrogatorio a pochi giorni dall’imminente (e a questo punto successiva al 6 maggio) chiusura delle indagini. Con un elemento fondamentale: nel nuovo capo d’imputazione la procura ha eliminato il «concorso» con altri ignoti o con Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima e condannato in via definitiva per l’omicidio.
Non è chiaro cosa abbia fondato la nuova richiesta, ma è possibile che i pm diretti dal procuratore Fabio Napoleone e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano vogliano dare modo all’indagato di chiarire alcuni punti già noti dell’indagine oltre a presentare alcuni elementi emersi in questi mesi. Il 20 maggio, infatti, al centro dell’interrogatorio mancato c’era la questione dell’impronta 33 sulle scale che portano alla cantina (e vicino a dove fu trovato il cadavere) che la procura con una consulenza attribuiva proprio all’indagato e che nelle indagini del 2007 non era stata riconosciuta utile. Successive consulenze disposte dalla difesa Sempio, e anche dai legali della famiglia della vittima, avevano invece contestato la tesi della procura sostenendo che non fosse attribuibile e che i consulenti dell’accusa fossero incorsi in errore scambiando per minuzie semplici segni dell’intonaco. Poi, in più occasioni, Sempio aveva detto in interviste tv che quando frequentava casa Poggi, insieme all’amico Marco (fratello della vittima) scendeva anche in cantina («per prendere i giochi») e che l’impronta poteva essere stata lasciata in quelle occasioni. Per gli inquirenti invece sarebbe la traccia lasciata dall’assassino dopo aver colpito la vittima ed essersi affacciato sulle scale.
Anche nei giorni scorsi i legali di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, avevano ammesso di non avere preclusioni rispetto all’ipotesi di farsi interrogare dagli inquirenti. In teoria questo sarebbe potuto accadere anche dopo la chiusura delle indagini e la notifica dell’avviso 415 bis, proprio su richiesta dei difensori. L’inaspettata convocazione del 6 maggio direttamente dai pm anticipa in qualche modo questo passaggio. E ripassa la palla nelle mani di Sempio e dei suoi legali.
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29 aprile 2026 ( modifica il 29 aprile 2026 | 19:52)
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