È stato definito dallo stesso autore una “bomba atomica” destinata a scuotere il mercato dell’arte e gli studi sull’opera di Amedeo Modigliani. E adesso, come anticipato dalla rivista mensile The Art Newspaper, dopo quasi trent’anni di ricerche il Catalogo ragionato dei dipinti a olio dell’artista livornese, firmato dallo storico dell’arte francese Marc Restellini nonché curatore della mostra livornese del 2019, è pronto ad essere svelato al mondo. La presentazione internazionale della gigantesca opera – sei volumi che introducono 100 nuove opere autentiche, escludendone allo stesso tempo una quindicina precedentemente attribuite all’artista ma ritenute prive di prove sufficienti o impossibili da analizzare – avverrà domani, giovedì 30 aprile, alla Pace Gallery di New York, accompagnata da un simposio intitolato “From Myth to Method: Reimagining the Catalogue Raisonné”.
Edito dall’Institut Restellini di Parigi e distribuito da Yale University Press, il Catalogo rappresenta uno dei lavori più ambiziosi e controversi mai realizzati su Modigliani. Il progetto, iniziato nel 1997 con il sostegno del Wildenstein Institute, ha richiesto un impegno straordinario: ogni volume, dal costo complessivo di circa 2.500 euro, ha necessitato di tre mesi di revisione da parte di un team di sette persone. Si tratta di un cofanetto in edizione limitata (circa 1.250 copie), con oltre 1.700 pagine e centinaia di immagini e analisi scientifiche.
Metodo scientifico e ridefinizione del corpus
Il corpus finale delle opere su tela di Modigliani comprende 421 dipinti a olio – più tre addenda – ampliando in modo significativo il numero di opere riconosciute rispetto al precedente riferimento, il Catalogo di Ambrogio Ceroni aggiornato nel 1972, fermo a 337 lavori. Un repertorio di cui Restellini non nasconde la propria posizione critica, definito “incompleto” e ormai “obsoleto”, sottolineando come per decenni studiosi e operatori del mercato abbiano dovuto accontentarsi “del male minore” in assenza di alternative più aggiornate.
Al centro del nuovo catalogo vi è una metodologia definita “forense”, che combina analisi scientifiche avanzate – spettrometria, carbonio 14, imaging a infrarossi e radiografie – con ricerche documentarie e confronti stilistici. Ogni opera è stata sottoposta a una tripla verifica, basata anche su un corpus di riferimento costruito a partire da dipinti provenienti dalle collezioni storiche dei primi sostenitori di Modigliani, tra cui Jonas Netter e Paul Alexandre. “L’autenticità di un dipinto non è un’opinione, ma un fatto”, ha dichiarato Restellini, prendendo le distanze da una tradizione in cui il giudizio dell’esperto aveva un valore quasi assoluto.
Esclusioni, mercato e controversie
Il lavoro, tuttavia, non ambisce a una completezza assoluta. Lo stesso autore riconosce i limiti strutturali di un’impresa di questa portata: almeno una quindicina di dipinti noti non sono stati inclusi per ragioni diverse, tra cui l’impossibilità di accedervi o dubbi sollevati da precedenti pubblicazioni ritenute affidabili. In alcuni casi, le opere risultano irreperibili: potrebbero essere state rubate, distrutte o semplicemente scomparse dal circuito noto. L’esclusione di determinati lavori potrebbe avere conseguenze significative sul loro valore di mercato, anche se Restellini invita alla cautela: la mancata inclusione non equivale automaticamente a una dichiarazione di falsità.
Il contesto in cui si inserisce la nuova pubblicazione è particolarmente delicato. Il mercato di Modigliani è storicamente segnato da un’elevata presenza di falsi, favorita anche dalla mancanza di archivi sistematici lasciati dall’artista. Le cifre in gioco sono enormi: alcuni nudi sono stati venduti per oltre 150 milioni di dollari, alimentando contenziosi e tentativi di falsificazione. Il percorso verso la pubblicazione è stato infatti segnato da pressioni, ostacoli e controversie legali, poi risolte. Nonostante ciò, Restellini rivendica la solidità del metodo adottato e guarda già al futuro, annunciando nuovi studi sui disegni dell’artista e una mostra prevista nel 2027 a New York.
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