di
Giulio Gori
Il docente e medico cardiologo avrebbe tra poco compiuto 81 anni: il temuto «padrone di Careggi» accusati di metodi «baronali» è stato una delle personalità più influenti e capaci della medicina e della politica sanitaria in Toscana
Firenze perde l’ultimo grande preside della facoltà di Medicina. Si è spento Gian Franco Gensini, per molti anni una delle figure più influenti della sanità fiorentina e toscana. Già preside dal 2001 al 2007 e di nuovo dal 2009 al 2013, quando la riforma dell’Università spezzettò Medicina in cinque dipartimenti, fu per molti anni l’assoluto dominus di Careggi. Avrebbe compiuto 81 anni tra pochi giorni.
Forte di oltre 650 pubblicazioni scientifiche, professore ordinario di Medicina interna e cardiologia, Gensini contava una lista lunghissima di incarichi prestigiosi, dal Consiglio nazionale della Ricerca, alla Fondazione Smith-Kline, dalla Fondazione Monasterio alla Don Carlo Gnocchi, fino a numerose società scientifiche. Ma il «professore», nato a Firenze e qui laureato in Medicina, negli anni era diventato il temuto padrone di Careggi, controllandone lo scacchiere con uno stile baronale, creando un solco tra amici e nemici, ma anche con grande competenza che nessuno, neppure i suoi detrattori, metteva in discussione.
Non è un caso se l’ex assessore alla Salute e poi governatore Enrico Rossi se lo mise a fianco come uno dei principali consulenti. Così che Gensini finì per dividere il suo tempo tra la sua stanza a Careggi e l’assessorato di via Alderotti. Grande esperto di trombosi, fu anche un innovatore, contribuendo a inventare la specializzazione in Emergenza urgenza o fondando anche la Società italiana di telemedicina. E nonostante il piglio d’altri tempi, era uno scienziato aperto alla modernità.
Undici anni fa, al suo pensionamento, lo stesso Rossi lo salutò pubblicamente: «Voglio ringraziarlo per il suo impegno nel collaborare con la Regione per il Servizio sanitario regionale. È anche grazie al suo apporto che in questi anni la sanità toscana è cresciuta e migliorata».
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29 aprile 2026 ( modifica il 29 aprile 2026 | 15:30)
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