Comprare un gioco e vedere che al posto di una licenza permanente c’è una licenza temporanea vuol dire aver davanti agli occhi la prova che un acquisto non è un acquisto, ma un “noleggio”. Nel mondo del digitale sappiamo da anni che nessuno possiede davvero niente, quello che si acquista è una licenza permanente di fruizione, ma molti utenti PlayStation, davanti al cambio fatto da Sony, hanno visto nella mossa un cambiamento fastidioso e non necessario.

La scoperta ha alimentato una narrazione catastrofista: la conclusione affrettata da parte di molti è stata che Sony avesse introdotto un DRM sempre attivo simile a quello che Microsoft provò ad introdurre un po’ di tempo fa.

La paura, insomma, era che i giochi digitali acquistati potessero semplicemente smettere di funzionare offline dopo 30 giorni in maniera definitiva, rendendo di fatto impossibile giocare senza una connessione internet continuativa.

Per fortuna si tratta solo di un falso allarme: è vero che viene emessa una licenza temporanea, ma dopo un po’ quella licenza si trasforma in permanente.

A scoprire la cosa è stato un utente con PS4 jailbroken che ha analizzato direttamente i file di licenza generati dalla console e si è accorto che adesso, quando si acquista un gioco digitale, la console non riceve più immediatamente una licenza offline a tempo indeterminato ma riceve invece una licenza temporanea valida 30 giorni.

Passati 15 giorni dall’acquisto, ovvero il giorno successivo al termine della finestra di rimborso di 14 giorni prevista da PlayStation Store, la prima connessione a internet fa scattare automaticamente l’aggiornamento della licenza da temporanea a permanente. Da quel momento, il gioco è giocabile offline senza limitazioni, esattamente come avveniva in precedenza.

Cosa succede se non ci si connette entro i 30 giorni? Il gioco smette temporaneamente di funzionare offline, ma non è perso: basta collegarsi una volta a internet e la licenza viene aggiornata a permanente. Non c’è alcuna perdita dell’acquisto.

La motivazione più plausibile della mossa di Sony riguarda una vulnerabilità sfruttata attivamente da molti utenti per avere giochi gratis: su console PS4 jailbroken era possibile estrarre il file di licenza offline in modo permanente subito dopo l’acquisto per poi richiedere il rimborso del gioco tramite il normale processo di PlayStation Store. L’utente otteneva il gioco gratuito con licenza valida, ma i soldi che aveva speso gli venivano rimborsati.

Emettendo una licenza temporanea durante la finestra di rimborso Sony blocca questa possibilità: anche se il file venisse estratto, sarebbe inutilizzabile dopo 30 giorni senza una connessione all’account che ha effettuato l’acquisto regolare ed essendo stato rimborsato il PS Store non cambierebbe lo stato da temporaneo a permanente.