Stellantis potrebbe registrare variazioni importanti in avvio di giornata. focus anche su bancari e Prysmian
I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno iniziato la giornata in rosso, in attesa delle decisioni della BCE in materia di politica monetaria.
Alle ore 09.16 il FTSEMib lasciava sul terreno l’1,14% a 47.251 punti, mentre il FTSE Italia All Share era in flessione dell’1,1%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,82%) e per il FTSE Italia Star (-0,5%).
I principali indici azionari statunitensi hanno terminato la seduta del 29 aprile 2026 con variazioni frazionali, dopo le decisioni della FED in materia di politica monetaria: come nelle attese la banca centrale statunitense non ha apportato modifiche alla politica monetaria. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,57% a 48.862 punti, mentre l’S&P500 ha lasciato sul terreno lo 0,04% a 7.136 punti. Minimo rialzo, invece, per il Nasdaq (+0,04% a 24.673 punti).
La Borsa di Tokyo ha chiuso la giornata in ribasso. L’indice Nikkei ha lasciato sul terreno l’1,06% a 59.285 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 58.928 punti e un massimo di 59.561 punti.
Il bitcoin si è riportato oltre i 75.500 dollari (poco meno di 65.000 euro).
Lo spread Btp-Bund si attesta oltre gli 80 punti, con il rendimento del Btp decennale che rimane oltre il 3,95%.
L’euro è sceso sotto gli 1,17 dollari.
Il prezzo dell’oro è risalito a 4.600 dollari, mentre l’argento è risalito a 73,5 dollari.
Stellantis ha iniziato la giornata con una flessione del 7,34% a 6,144 euro. Il colosso automobilistico ha fornito le indicazioni finanziarie e operative relative al 1° trimestre del 2026 e ha confermato la guidance per l’intero esercizio.
Prysmian ha iniziato la seduta con un calo del 3,18% a 120,4 euro. La società ha comunicato i risultati finanziari del 1° trimestre del 2026, periodo caratterizzato da un aumento dei ricavi e della redditività. Inoltre, il management ha confermato le stime finanziarie per l’intero 2026.
Focus sui titoli del settore petrolifero, dopo che il prezzo del greggio a New York (contratto con scadenza a giugno 2026) si è riportato a 108,5 dollari al barile, con un massimo intraday day di quasi 111 dollari.
In particolare, ENI ha iniziato la giornata con un progresso dello 0,95% a 23,87 euro.
Partenza negativa per i titoli del settore bancario.
Male il BancoBPM, che lascia sul terreno l’1,54% a 12,185 euro. Credit Agricole ha comunicato di aver incrementato al 22,9% la quota detenuta nel capitale della banca italiana.
Vendite anche su UniCredit (-2,04% a 64,39 euro).