Il mediano spagnolo è un vecchio pallino, si tratta con il Valencia. E per il canadese il Sassuolo vorrebbe Camarda o Comotto


Andrea Ramazzotti

Giornalista

30 aprile – 09:43 – MILANO

Il Milan si rifà il look non solo in attacco, ma anche a centrocampo dove, se possibile, i punti interrogativi sono ancora di più rispetto al reparto avanzato. Perché Fofana e Loftus-Cheek hanno le valigie pronte, mentre Modric deve decidere se restare un’altra stagione (come sperano compagni, società e tifosi), continuare altrove la sua carriera o appendere le scarpe al chiodo. Metà dell’attuale mediana rischia concretamente di cambiare aria (resterebbero solo Rabiot, Jashari e Ricci) e il lavoro da fare in via Aldo Rossi sarebbe dunque importante. Anche perché torneranno dai prestiti Bondo, Bennacer e Musah: ai primi due sarà trovata un’altra destinazione lontano da Milanello, mentre l’americano ora all’Atalanta potrebbe essere utilizzato da Allegri come jolly (anche in fascia) se il Mondiale non accenderà su di lui i riflettori del mercato. 

goretzka—  

Non è un mistero che Allegri abbia chiesto come primo rinforzo il tedesco che con il Bayern Monaco la prossima settimana si giocherà l’accesso alla finale di Champions. Goretzka il 30 giugno sarà svincolato e, nonostante le proposte che gli sono arrivate dalla Juventus e da club della Premier, il Diavolo si è portato molto avanti per averlo. L’idea di trasferirsi in Italia e vivere a Milano stuzzica Leon che, non a caso, ha trasmesso fiducia alla dirigenza rossonera sulla sua risposta positiva. È attesa quando gli impegni ufficiali del Bayern saranno conclusi: Goretzka infatti vorrebbe ufficializzare il suo prossimo club prima di partire per il Mondiale perché così potrebbe sostenere le visite mediche, firmare il contratto (tre anni più uno a 5 milioni netti a stagione) e trascorrere giugno e luglio concentrandosi solo sulla Coppa del Mondo.

guerra e koné—  

L’arrivo di Goretzka a parametro zero non esclude (anzi favorisce…) lo sbarco di un’altra mezzala di spessore, un giocatore… box to box. Per intendersi, un elemento da acquistare (come sarebbe stato André del Corinthians, per il quale erano stati proposti 17 milioni più 3 di bonus), ma con qualche anno in meno rispetto al tedesco. Il Milan non ha smesso di seguire Javi Guerra che la scorsa estate era un obiettivo concreto, prima che rinnovasse fino al 2029 e prima che i rossoneri prendessero Rabiot. Il nome dello spagnolo può tornare d’attualità, nonostante sia mancino come Adrien e il Valencia lo consideri un elemento cardine. Gli spagnoli però sono nella parte destra della classifica, lontani dai quartieri alti e in questo momento fuori anche dalla zona Europa. Tra due settimane Guerra compirà 23 anni e il tempo è indubbiamente dalla sua parte, ma è ambizioso. E una nuova chiamata del Milan lo farebbe riflettere. A quel punto andrebbe convinto a cederlo il Valencia che ha messo nel nuovo accordo una clausola rescissoria da 100 milioni per scoraggiare uno “scippo” da parte di Real o Barcellona. Se Guerra è un classe 2003, una manciata di mesi più “anziano” è il 2002 Ismael Koné. Anche lui ha centimetri e fisicità, oltre alla capacità di inserirsi in area avversaria e di segnare (6 centri finora in Serie A). Gli 007 rossoneri lo hanno già visto all’opera in diverse occasioni ed è piaciuto parecchio, ma interessa pure ad altre società, anche italiane. E il Sassuolo, avversario domenica di Allegri, ha tutto l’interesse ad alimentare l’asta, magari chiedendo come contropartita uno dei giovani rossoneri. Interessa il regista Christian Comotto, che si sta mettendo in luce allo Spezia e del quale il Milan non vuole perdere il controllo. L’alternativa è l’attaccante Francesco Camarda, rientrato per il finale di stagione con il Lecce dopo l’infortunio alla spalla destra di gennaio.