di
Luigi Ferrarella

Dopo l’esplosione mediatica l’interrogatorio del supervisore Var è stato spostato in un luogo segreto. Il legale: «Siamo pronti a chiarire anche se è un invito a comparire al buio»

Alla fine della fiera questa mattina sarà quasi più il trambusto (con la corsa a nascondino tra inquirenti e troupe tv) che la sostanza: l’interrogatorio del supervisore Var Andrea Gervasoni, inizialmente convocato per le ore 13 in via Oglio nella caserma «Silvio Novembre» del Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza dall’invito a comparire ricevuto venerdì scorso per l’ipotesi di frode sportiva, dopo l’esplosione mediatica è stato infatti spostato in un luogo segreto concordato tra il pm Maurizio Ascione e l’avvocato Andrea Ducci

Che poi le aspettative messianiche siano forse eccessive non è da escludere, se si osserva che Gervasoni è indagato solo per (e dunque in partenza sarà interrogato su) un episodio, peraltro non in concorso con il designatore arbitrale Gianluca Rocchi (che invece si è avvalso della facoltà di non rispondere e non verrà all’interrogatorio): una partita di serie B, Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, nella quale, secondo il pm, al momento della «concessione del rigore alla squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giua, Gervasoni incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giua alla revisione ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco». «Siamo pronti a chiarire anche se è un invito a comparire al buio», anticipa l’avvocato Ducci, delimitando però il perimetro con una battuta: «Va bene rispondere al buio, ma, se poi c’è anche la domanda a sorpresa, vedremo cosa fare…».
 
Su un altro versante, potenzialmente più stuzzicante per i tifosi, Gervasoni era stato evocato dall’ex guardalinee Domenico Rocca nell’esposto, archiviato dalla giustizia sportiva, in cui accreditava le «bussate» di Rocchi alla sala Var per far cambiare in diretta ai «varisti» i suggerimenti da dare o non dare agli arbitri in campo. Per lamentare disparità di trattamento rispetto all’asserita «bussata» di Rocchi alla sala Var su un rigore in Udinese-Parma l’1 marzo 2025, Rocca nell’esposto aggiungeva polemico: «Ma allora perché in Inter-Roma Gervasoni, supervisore di giornata, non “bussa” ai Var per far assegnare un rigore netto a favore dell’Inter, errore grave che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato a favore del Napoli?!». 



















































Il riferimento era al fallo sull’interista Bisseck il 27 aprile 2025, al mancato intervento dell’arbitro, e al fatto che Gervasoni avrebbe «bussato» alla sala Var per invitare un varista interventista a non immischiarsi: le voci sulla misteriosa assenza del relativo audio Var non sembrano tuttavia aver trovato fondamento, la Procura mostra di non ritenere condizionata quella situazione (giusta o sbagliata che sia stata), e ad oggi la partita Inter-Roma non è tema dell’inchiesta.

Resta intanto appeso al mistero dell’interlocutore di Rocchi il 2 aprile 2025 l’altro filone che al designatore contesta di aver «in concorso con più persone presso lo stadio San Siro “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Daniele Doveri alla direzione della semifinale di Coppa Italia il 23 aprile 2025, onde poi assicurare all’Inter direzioni di gara diverse dal “poco gradito” Doveri per l’eventuale successiva finale e per il resto delle partite di campionato»; e di avere, sempre in quel 2 aprile, «“combinato” la designazione per la partita di campionato Bologna-Inter del 20 aprile 2025 del direttore di gara Andrea Colombo, siccome arbitro gradito all’Inter». Due designazioni sulle quali, tra i tanti testi (dunque da soli, senza avvocati), nei mesi scorsi sono stati ascoltati proprio anche Doveri e Colombo.

30 aprile 2026