L’ex azzurro: “Jannik, da campione qual è diventato, ha imparato a vincere anche quando non è al massimo. Ma in questi tornei ai quarti ci arriva con la pipa in bocca, stavolta ha faticato più del solito. E il suo avversario, 19 anni, ha fatto vedere di essere sulla strada giusta”
Jannik Sinner è in semifinale a Madrid, completando così la collezione delle semifinali in ogni torneo “1000”. Eppure quella di ieri per lunghi tratti non è stata la miglior versione del numero 1 al mondo. Qualche risposta sbagliata di troppo, tanti dritti non sempre pulitissimi e un servizio a volte ballerino, lontano dagli standard a cui ci ha abituato. Sarà che la terra della Caja Magica non è mai stata troppo nelle sue corde. Eppure, come sempre, Jannik Sinner è riuscito a portare la partita dalla sua parte anche contro un rivale complicato come Rafa Jodar, che in passato non aveva mai affrontato e che, addirittura, era andato a studiare di persona nei giorni scorsi. C’era tanta attesa per questa partita che, anche se tra i due contendenti corrono soltanto cinque anni, sapeva un po’ di sfida generazionale. Una partita che in alcuni momenti poteva sembrare aperta ma che come sempre, quando c’è di mezzo Jannik, è stata decisa dal più forte, il più esperto.