Mathieu van der Poel si sta riposando. Il campione della Alpecin-Premier Tech ha messo insieme 13 giorni di corsa nell’arco della primavera 2026, riportando quattro vittorie e una serie notevole di piazzamenti. Quello che però salta all’occhio è che il neerlandese non è riuscito ad allungare la serie di successi nelle Classiche Monumento: le vittorie infatti sono maturate alla Omloop Nieuwsblad 2026, alla E3 Saxo Classic 2026 e in due tappe della Tirreno-Adriatico 2026, mentre la trilogia Milano-Sanremo – Giro delle Fiandre – Parigi-Roubaix lo ha visto ottenere rispettivamente un ottavo, un secondo e un quarto posto, risultati che per (quasi) tutti gli altri corridori sarebbero eccezionali, ma che per lui possono rappresentare un “bicchiere mezzo vuoto”.
“Credo di poter essere felice di quello che ho raccolto – le parole di Van der Poel in un’intervista concessa ad AS – Chiaramente, mi sarebbe piaciuto vincere una Monumento, ma può anche essere irrealistico pensare di vincere quelle corse ogni anno. Sono arrivato a uno dei miei livelli più alti per quel che riguarda la primavera, con una preparazione ideale, tanto che è difficile pensare di poter fare meglio sotto questo aspetto. A volte, però, ti serve anche un po’ di fortuna per vincere quelle gare”.
L’iridato di Glasgow 2023 aggiunge: “Penso che la mia condizione fosse di poco superiore a quella del 2025 (quando vinse Sanremo e Roubaix – ndr), ma già in passato avevo capito che non basta questo per vincere le Classiche Monumento. Quello che ho imparato in tanti di anni di ciclismo è che ci sono cose che puoi controllare e altre che invece sfuggono al tuo controllo. È per quello che cerco di prepararmi sempre nel miglior modo possibile, visto che non puoi controllare lo stato di forma degli altri”.
Van der Poel torna sulla Parigi-Roubaix 2026, per lui segnata dai problemi meccanici avvenuti durante il passaggio nella Foresta di Arenberg: “Quella corsa è così, ti serve anche un po’ di fortuna – le parole del neerlandese – Ero uno di quelli che andava più forte, ma proprio quel settore è stato decisamente disgraziato per noi. Quello che sono stato capace di fare dopo mi serve comunque da motivazione e anche per quello posso dire di essere felice della mia prestazione, anche se non ho vinto“.
Il campione della Alpecin-Premier Tech si esprime anche sui corridori con i quali ha condiviso le battaglie sportive di primavera: “Sorpreso dalla vittoria di Wout van Aert a Roubaix? No, anche perché in volata si sapeva che sarebbe stato più veloce di Tadej Pogačar. È più sorprendere quello che ha fatto Pogačar per arrivare a giocarsi la vittoria. Fa podio ogni anno in tutte le Monumento, è una cosa pazzesca. Tadej è un rivale molto difficile da battere. Si sa ormai che, nella gran parte delle occasioni, se riesci a fare di meglio di lui vuol dire che sei vicinissimo a vincere. Io continuerò a provarci e sono convinto che potrò riuscirci di nuovo“.
