di
Enrica Roddolo
Dopo Washington, i Reali sono a New York dove hanno incontrato il sindaco Mamdani che intende chiedere la restituzione del Koh-i-Noor. Domani in Virginia celebreranno i 250 anni dell’indipendenza americana
Salutati Donald Trump e Melania a Washington, re Carlo e la regina Camilla sono arrivati a New York nel venticinquesimo anniversario dall’attacco alle torri gemelle. E al Memorial a Gound Zero hanno incontrato famigliari delle vittime di quel giorno, stretto mani, incontrato la gente. Uno dei momenti a contatto con il pubblico della visita di Stato, messi sotto i riflettori domenica l’indomani l’attentato alla cena dei Corrispondenti. E uno dei momenti a contatto con giovani, studenti e famiglie a New York, e da domani in Virginia, che re Carlo e la regina hanno voluto mantenere. Con qualche accorgimento di sicurezza in più.
Poi re Carlo, dopo i discorsi solenni del giorno prima – al Congresso come fece prima di lui solo la madre Elisabetta II nel 1991, e poi al brindisi alla Casa Bianca durante il banchetto di Stato – ha potuto mettere le mani fra fiori, piante, terra. La sua passione di sempre, ambientalista convinto e amante del giardinaggio che coltiva specie nella sua tenuta di Highgrove acquistata dal figlio dell’ex premier Harold McMillan.
Ad Harlem, il sovrano ha così esplorato il progetto Harlem Grown, un network di 14 siti di Upper Manhattan, orti urbani, progetti di educazione al verde e alla natura per giovani e famiglie.
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La regina Camilla si dedicava invece alla sua passione di sempre, la lettura. Con il suo Queen Camilla’s Reading Room. E per la sua speciale sessione di lettura, come a Ravenna un anno fa in visita di Stato in Italia scelse il museo Byron, a New York la regina è entrata invece alla storica New York Public Library. Un luogo sacro della storia della metropoli sulla costa Est ma anche un simbolo della passione per i libri. E qui, la sorpresa, ad attendere la regina lettrice c’erano due icone della New York contemporanea: Anna Wintour storico direttore di Vogue, e Sarah Jessica-Parker, l’attrice della serie cult, «Sex and the City».
A New York re Carlo ha incontrato invece il sindaco Mamdani oltre a Mike Bloomberg, l’ex sindaco, editore e filantropo. Nonostante i sorrisi di ieri, parlando con la stampa l’attuale primo cittadino socialista, Mamdani, di origini indiane, aveva detto di voler sollevare la questione della restituzione del Koh-i-Noor, il diamante dei record dal tempo dell’impero britannico in mano alla famiglia reale e già in passato più volte reclamato da Dehli. L’ultima rivendicazione in occasione dell’incoronazione di re Carlo nel 2023 (quando al regina Camilla per evitare polemiche lo fece rimuovere dalla corona del rito a Westminster).
Al Bar SixtyFive del Rockefeller Center, sullo sfondo l’Empire State Building, ad attendere il sovrano c’erano businessmen americani e britannici per un momento di confronto su temi di economia e imprese.
I viaggi di Stato servono anche a rinsaldare legami, gettare le basi di rapporti economici, aiutare le imprese. Re Carlo, come ha dimostrato col suo progetto della Sustainable Markets Initiative poi, ha sempre presente che i progetti, a partire da quelli in chiave sostenibile, vanno indirizzati concretamente. Parlando alle imprese e agli imprenditori.
Il viaggio dei Reali nell’America che celebra il suo quarto di millennio dall’indipendenza, non poteva che concludersi in Virginia. E in Virginia Carlo e Camilla vivranno un altro momento di incontro con la folla perché ad attenderli c’è un grande street party anzi birthday party per festeggiare l’indipendenza americana. Ma prima di tornare a Londra, renderanno omaggio ai caduti al cimitero di Arlington.
29 aprile 2026 ( modifica il 30 aprile 2026 | 11:49)
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