Questa stagione segna la fine di un ciclo a livello regolamentare, che preannuncia una nuova era con l’introduzione delle moto da 850cc in MotoGP a partire dalla prossima stagione. Il campionato brucia le tappe e si reinventa per attirare un nuovo pubblico, un obiettivo che è diventato prioritario per Liberty Media, da quando il colosso dell’intrattenimento statunitense ha sborsato oltre 4 miliardi di dollari per accaparrarsi il “circo” delle due ruote.
A loro volta, i diversi attori che partecipano a questa vetrina cercano anche di trarre il massimo vantaggio dal loro investimento. Molte volte, ciò comporta il riadattamento di alcune strategie, modificandole per cercare di ottenere maggiori profitti. Si tratta di un processo permanente, ma ci sono momenti più propizi di altri per agire.
Pochi momenti saranno stati migliori di quello che si verificherà l’anno prossimo, quando il cambiamento delle norme tecniche coinciderà con una tempesta di movimenti tra piloti e squadre. E questo vale anche per gli sponsor, che cercano di creare le loro storie attraverso alleanze con squadre e piloti, per, in fin dei conti, vendere i loro prodotti nel modo più attraente possibile. In questo senso, se c’è un settore fedele in MotoGP è quello delle aziende produttrici di bevande energetiche, la cui configurazione potrebbe variare anche nei prossimi campionati, in base ai contratti in scadenza ed ai movimenti tra i box.
Red Bull e Monster sono i due marchi di bevande energetiche più rilevanti e, in un modo o nell’altro, tra loro si dividono la maggior parte delle stelle della griglia della MotoGP. Come dicevamo poco sopra, gli sponsor fanno il possibile per legare i propri valori a quelli degli atleti che rappresentano, affinché la loro “storia” risulti più credibile e unica. Tuttavia, ci sono pochi casi come quello di Marc Marquez, un uomo Red Bull da sempre, che ha rinunciato ad un’offerta molto buona della Monster quando ha firmato per il team ufficiale Ducati, in vista della scorsa stagione.
Marc Márquez, Ducati Team
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
Il marchio bolognese ha quello dell’artiglio come uno dei suoi sponsor principali – il principale è Lenovo –, oltre a contare su Pecco Bagnaia a titolo individuale. Le stesse condizioni sono state offerte al catalano, che, tuttavia, ha valorizzato il suo rapporto di lunga data con Red Bull.
Pedro Acosta è sempre stato considerato uno dei pilastri della casa del bufalo rosso, e l’anno prossimo vestirà di rosso ef affiancherà il #93 nel box della scuderia ufficiale Ducati. Questo ha portato molti a dare per scontato un accordo tra Red Bull e Ducati, un epilogo logico, ma più difficile di quanto sembri. Innanzitutto perché la collaborazione tra Acosta e Red Bull si è sempre articolata attraverso il contratto tra la KTM ed il pilota murciano, che non è sul libro paga della Red Bull.
Pedro Acosta, Red Bull KTM Factory Racing
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Inoltre, Motorsport.com ritiene che l’accordo tra Monster e Ducati non scada fino alla fine del 2027, circostanza che rende praticamente impossibile che tale scenario si verifichi l’anno prossimo, a meno che le parti interessate non concordino una risoluzione. Infatti, sia Monster che Ducati hanno in programma di incontrarsi a breve per discutere di un prolungamento della loro alleanza per altri due anni, fino al 2029. In tal senso, non sarebbe da stupirsi se Red Bull avesse già fatto la sua mossa in vista del 2028.
Due degli aspetti chiave nel rinnovo di questi contratti sono l’esposizione ottenuta ed il successo previsto. Attualmente, Monster è lo sponsor principale del Yamaha Factory Racing, che da diversi anni non offre né l’una né l’altra cosa. Motorsport.com ritiene che tale legame finisca proprio quest’anno, e sono molti gli indizi che portano a pensare che, a differenza delle ultime volte – Monster è il principale sponsor della Yamaha dal 2019, quando ha preso il testimone da Movistar –, questa coalizione non si protrarrà.
Il costruttore di Iwata è impegnato nella rifondazione del proprio progetto MotoGP, e a ciò si aggiungono gli andirivieni dei piloti che si verificheranno. Fabio Quartararo è stato uno dei volti più sfruttati da Monster, e nel 2027 salirà su una Honda. Il costruttore dall’ala dorata era legato a Red Bull, che ha deciso di non proseguire quando Marquez è passato al Gresini Racing, in vista del 2024. Tuttavia, Motorsport.com ritiene più plausibile in questo momento che la Honda riprenda Red Bull – ci sono colloqui in tal senso – piuttosto che un’avventura insieme a Monster.
L’uscita di scena di “El Diablo” ed Alex Rins dalla Yamaha porterà l’arrivo di Jorge Martin e Ai Ogura, il primo testimonial di Red Bull, il secondo senza il sostegno di un marchio delle bevande.
Jorge Martín, Aprilia Racing Team
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A questo punto, resta da vedere cosa deciderà Monster. Considerando che Bagnaia si unirà a Marco Bezzecchi all’Aprilia e che entrambi sfoggiano i logo l’artiglio, non sarebbe assurdo pensare a una possibile operazione con il costruttore di Noale, che, inoltre, è privo di uno sponsor principale. Se a questo aggiungiamo che la RS-GP è nera da anni, l’orizzonte sembra ideale per un’intesa tra i due marchi.
Dall’altra parte del paddock c’è Red Bull, che decora le quattro KTM in pista e completa la sua offerta con accordi individuali, come quelli con Martin (Aprilia), Johann Zarco e Diogo Moreira (Team LCR) o Toprak Razgatlioglu. Da oltre un anno il rapporto tra Red Bull e KTM non attraversa certo il suo momento migliore, soprattutto dopo che è venuta alla luce la crisi finanziaria del costruttore austriaco, che ha portato alla vendita dell’azienda delle moto arancioni a Bajaj.
A seguito di ciò, Red Bull ha seriamente preso in considerazione l’idea di abbandonare la nave KTM, anche se alla fine ha deciso di restare, riducendo il proprio contributo. In un primo momento, il gruppo indiano ha pensato di lasciare la MotoGP, ma alla fine andrà avanti. Certo, a determinate condizioni, con un esborso molto più contenuto e con gli sforzi concentrati sul team ufficiale.
Se Tech 3 vuole continuare a disporre di due KTM, dovrà pagarle, un costo che ha portato il suo leader, Guenther Steiner, ad avvicinarsi alla Honda.
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