di
Daniela Polizzi
Si va verso la chiusura anche della successione, con il pagamento dei legati testamentari, in primo luogo a Francesco Milleri
Il riassetto delle quote in famiglia può prendere il via e Leonardo Maria Del Vecchio può procedere. Il quartogenito di Leonardo Del Vecchio è riuscito a trovare un’intesa a quattro anni dalla scomparsa del fondatore è riuscito a chiudere l’accordo con i fratelli. Lo ha fatto ieri sera quando ha firmato l’intesa definitiva con i fratelli Luca e Paola che gli potranno vendere le due loro quote del 12,5% a testa. Cosa che consentirà al quarto figlio di Leonardo Del Vecchio di salire al 37,5% della cassaforte Delfin.
Dal term sheet insomma si è passati a un accordo vincolante. L’obiettivo è di chiudere tutto entro il 30 giugno. E non si tratta solo dell’acquisto delle due quote. Entro quella data dovrebbe trovare esecuzione anche la chiusura del testamento del fondatore col pagamento dei legati al presidente di Delfin Francesco Milleri che è anche presidente e ad di Essilux.
Il secondo capitolo sul quale questi eredi hanno trovato la soluzione è la chiusura dell’eredità con l’impegno da parte anche di Luca e Paola, i due eredi che avevano accettato con beneficio di inventario, a dare seguito al testamento. Sullo sfondo, il fratello Claudio ha rinunciato all’accettazione del testamento con beneficio di inventario (assieme a Paola e Luca che però ora vendono), sbloccando di fatto la partita.
Quest’ultimo passaggio consentirà di chiudere anche l’ultimo capitolo della successione pagando i legati testamentari. In primo luogo a Francesco Milleri, il manager che ha preso il posto di Del Vecchio come presidente di Essilux, della quale era già ceo, e come presidente di Delfin. A lui sono andate come legato testamentario 1,7 milioni di azioni del gruppo quotato a Parigi che valgono oltre 300 milioni ai valori di Borsa attuali. Ci sono però alcuni passaggi. E tutto dovrà coincidere.
L’assemblea Delfin dovrà approvare il bilancio 2025 e con esso l’innalzamento del dividendo che dovrebbe salire dal 10% attuale all’80%, un passaggio fondamentale per le banche affinché possano avere certezza dei flussi di cedole che riceverà Leonardo Maria per ripagare il debito. Solo allora, quando le banche avranno chiari i flussi delle cedole da Delfin, Leonardo Maria potrà firmare i contratti con Unicredit, Bnp Paribas e Crédit Agricole per avere un finanziamento pari 10 miliardi che diventano 11 se si include anche il rifinanziamento delle linee già in capo al suo family office Lmdv Capital.
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30 aprile 2026
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