di
Francesco Mazzotta
La celebre drammaturga francese ha imposto lo stop alla pièce “Art” in quanto ritiene sia stato stravolto lo spirito dell’opera. L’artista pugliese non ci sta: «Non ha mai assistito allo spettacolo, lo ha visto la sua agente»
«La scelta di Yasmina Reza e della sua agente? Egocentrismo e narcisismo allo stato puro». Michele Riondino non le manda a dire. L’attore e regista pugliese torna all’attacco contro la celebre drammaturga francese Yasmina Reza, rea – a suo dire – di aver imposto uno stop non dovuti alla sua versione della pièce «Art». Il motivo? L’accusa di averne stravolto lo spirito con tagli e interventi sulla psicologia dei personaggi.
La lettera
La polemica non nasce oggi. Era stato lo stesso Riondino a portarla alla luce con una lettera a teatroecritica.net, spiegando perché da gennaio 2027 lo spettacolo non potrà tornare in scena. Un allestimento che lo vede anche protagonista insieme a Daniele Parisi e Michele Sinisi. «Ha deciso senza neanche voler sentire la mia opinione e senza aver nemmeno visto lo spettacolo», racconta Riondino, intercettato mentre è immerso nei preparativi del concertone dell’Uno Maggio Taranto, evento di cui è fondatore e co-direttore artistico. «Mi chiedo come abbia fatto a prendere questa decisione, non avendo potuto vedere le mie scelte con i suoi occhi. Lo spettacolo l’ha visto la sua agente, che non è un’artista, non è un’autrice e non è una regista».
L’incontro con la rappresentante della drammaturga
Il racconto si accende quando rievoca l’incontro con la rappresentante della drammaturga durante le repliche romane all’Ambra Jovinelli: «Ha fatto la contabile delle parole, guardando se c’erano stati dei tagli. E così ha determinato che lo spettacolo non aveva rispettato certi parametri. Ma un regista non sceglie un testo per distruggerlo e rovinarlo. E adesso io e la mia compagnia ci ritroviamo a subire un’ingiustizia con la conseguenza che perderanno il lavoro tutte le persone sinora impegnate».
In giro per l’Italia
E dire che lo spettacolo aveva già macinato strada: prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni, in collaborazione con Teatro Stabile d’Abruzzo e Fondazione Sipario Toscana Onlus – La città del Teatro, aveva toccato diciassette città italiane dopo il debutto a Taranto. Una «prima» speciale, fortemente voluta da Riondino per la sua città. Ora, però, tutto si ferma.
«Rispettato il testo»
E la chiusura è una stoccata finale, senza giri di parole: «Ma se avessi voluto tradirle per davvero, avrei potuto fare come si fa di solito e presentarlo come uno spettacolo “tratto da Art di Yasmina Reza”, sapendo comunque che non l’avrebbero mai accettato. Ma il mio spettacolo è esattamente il testo di Yasmina Reza. Ma siccome lei non l’ha mai visto, non potrà mai saperlo».
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30 aprile 2026 ( modifica il 30 aprile 2026 | 17:11)
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