di
Antonella Baccaro

Ospite del programma di Rete4 “È sempre Cartabianca”, il conduttore di Report ha diffuso una notizia non verificata. Floridia, Vigilanza Rai: «Atto grave, solidarietà a Ranucci, clima tossico contro di lui»

Una nuova lettera di richiamo della Rai a Sigfrido Ranucci per le dichiarazioni rese dal giornalista nell’ultima puntata di “È sempre Cartabianca” (Rete4) sul ministro della Giustizia Carlo Nordio. È la notizia che trapela dai piani alti dell’azienda che contesta al conduttore di Report il fatto di aver diffuso una notizia non ancora verificata, come da lui stesso ammesso per tre volte nel corso della trasmissione.

Ospite dell’ultima puntata del programma di Bianca Berlinguer, Ranucci aveva parlato di una testimonianza raccolta secondo la quale il Guardasigilli sarebbe stato ospite del ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in Uruguay. La vicenda in esame era quella della grazia concessa a Minetti dal capo dello Stato sui presupposti di un’adozione che, secondo inchieste giornalistiche, potrebbe essere non conforme a quanto richiesto dalle norme.



















































Ranucci, secondo la Rai, era autorizzato esclusivamente a presentare il proprio libro e non a partecipare a discussioni di attualità in una trasmissione concorrente. Infine nella lettera si precisa che non verrà fornita alcuna tutela legale qualora il ministro dovesse adire le vie legali. Questo perché, secondo il Codice Etico, tutti i dipendenti devono rispettare i principi del servizio pubblico e della deontologia professionale, anche quando si esprimono al di fuori delle trasmissioni aziendali. Per questo si contesta al conduttore la diffusione di una notizia non verificata, a prescindere dal fatto che possa in futuro eventualmente rivelarsi vera.

Ma la presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, non ci sta e in una nota commenta: «La lettera di richiamo della Rai a Sigfrido Ranucci è un atto molto grave. Chiederò all’azienda i dettagli di un provvedimento di cui a nessuno può sfuggire la valenza “politica”» Secondo Floridia, ci sarebbe «un eccesso di zelo e un’attenzione al limite dello spasmodico verso Ranucci e verso Report: un clima tossico incompatibile con il servizio pubblico». In particolare la presidente si dice particolarmente preoccupata dal passaggio in cui l’azienda affermerebbe che “qualora Nordio dovesse querelare Ranucci, la Rai non offrirebbe copertura legale”. Un messaggio che, secondo l’esponente del M5S, suona «come una intimidazione che non può essere in alcun modo accettata, tanto più se rivolta nei confronti di un giornalista sotto scorta e che ha subito uno degli attentati più gravi degli ultimi anni».

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Anche il gruppo Pd della Vigilanza chiede chiarimenti alla Rai per il provvedimento contro Ranucci che «con estrema professionalità porta avanti le sue inchieste giornalistiche, sempre nel rispetto della piena trasparenza e con estremo coraggio, nonostante le numerose intimidazioni ricevute, di cui addirittura un attentato bomba».

La lettera inviata a Ranucci dal direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, ricorda come il servizio pubblico sia «tenuto ad un rispetto rigoroso dei principi di correttezza dell’informazione, verifica delle fonti e tutela della reputazione dei soggetti coinvolti, a maggior ragione quando si tratta di esponenti istituzionali che rappresentano la collettività». Corsini inoltre contesta, come alcune dichiarazioni, «anche formalmente smentite in diretta dal diretto interessato», si prestino ad appunti «sul piano deontologico» e «per le modalità approssimative con cui sono state formulate», rischino di esporre Ranucci e l’azienda «a possibili conseguenze, quantomeno sul piano reputazionale». Il direttore dell’Approfondimento lamenta infatti come Ranucci abbia dato «pubblicamente spazio a voci non ancora verificate» e come questo possa compromettere «non solo la credibilità dei nostri programmi d’inchiesta, ma anche quella dell’intero Servizio Pubblico. Infine Corsini invita il conduttore di Report ad adeguarsi per il futuro «alle linee guida e alle disposizioni aziendali»

E arriva anche la replica di Ranucci via Facebook: «Prendo atto di quanto riporta l’Ansa che, da ottima agenzia, ha avuto la notizia prima che mi venisse comunicata personalmente la decisione dell’azienda. Tuttavia non ho timori di affrontare in giudizio il ministro della Giustizia, che è anche colui che è custode dell’Albo dei giornalisti. Sul resto, ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell’umanità»


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30 aprile 2026 ( modifica il 30 aprile 2026 | 15:53)