Questa estate in attacco potrebbe succedere di tutto: le difficoltà di questa stagione hanno tolto qualsiasi tipo di progettualità sui giocatori attualmente in rosa. E buona parte del mercato in entrata passerà dai proventi di quello in uscita…


Marco Pasotto

Giornalista

30 aprile – 18:31 – MILANO

Tutti potenzialmente sul mercato. Poi, è ovvio, all’atto pratico non sarà così, il reparto non potrà essere azzerato, ma negli ultimi anni mai come stavolta l’attacco del Milan appare precario e sacrificabile. Da parte della dirigenza occorrerà soltanto capire chi viene prima e chi viene dopo nella lista dei cedibili. Inutile dire che molto dipenderà non solo dall’indice di gradimento interno ma dalle eventuali offerte, voce da non sottovalutare quando si prova a immaginare il budget per il mercato estivo: una buona parte – meglio: la porzione principale – del denaro che verrà destinato agli affari in entrata passa dalla liquidità generata delle cessioni.

certezze—  

Certo, se il Milan andasse in Champions grazie a un attacco che nasconde – a suon di gol – le pecche della difesa, adesso staremmo parlando di tutt’altro scenario. Qui invece è esattamente il contrario: Allegri non ha consegnato al Diavolo un gioco memorabile, ma è stato in grado di trasformare la difesa colabrodo della scorsa stagione in uno dei reparti più efficienti d’Europa. Il migliore in Italia. Chiudere nei primi quattro posti quindi sta venendo reso possibile dall’impermeabilità difensiva e non dall’esuberanza offensiva. Ecco perché là davanti sono tutti attenzionati. Anche chi in teoria dovrebbe essere un profilo su cui continuare a costruire, e non da salutare. Partiamo dalla certezza assoluta, e cioè l’addio a Füllkrug. In teoria, se avesse funzionato, sarebbe stato un affare a buon mercato in termini di cartellino: il riscatto non è impegnativo, viaggia intorno ai 5 milioni di euro (l’ingaggio però non è così leggero), ma dopo qualche bollicina che pareva aver indirizzato la faccenda nei binari giusti, il tedesco s’è smarrito. Sicuramente non agevolato da un impiego perennemente part time, ma comunque un rendimento che non giustifica l’esborso nell’ambito di una campagna acquisti che, come di consueto, non si baserà propriamente su una cascata di milioni.

smalto—  

L’altro attaccante con un piede e mezzo fuori da Milanello è Nkunku. Il Milan confidava di ritrovare il “vecchio” Christo, che è comparso solo a sprazzi. Il francese però è costato 37 milioni (l’esborso più caro dell’estate 2025) e non può andarsene per meno di 30. Lui comunque è la “carta” che il club considera più spendibile per avere denaro da reinvestire sul mercato. Anche Gimenez potrebbe salutare, dopo una stagione complicatissima tra gol che non sono mai arrivati (uno in Coppa Italia) e tutte le difficoltà di ritrovare smalto dopo la lunga assenza. In questo caso però la dirigenza rossonera potrebbe trovare un muro proprio nel messicano, il cui obiettivo primario è dimostrare a se stesso e al resto del mondo di essere da Milan.

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lo strano destino delle stelle—  

Infine, ma non certo ultimi, ci sono quelle che in teoria sarebbero le stelle del reparto, ma che quest’anno hanno brillato solo per i primissimi mesi. Alzi la mano chi avrebbe potuto ipotizzare che alla fine di questa stagione Leao e Pulisic sarebbero stati entrambi potenzialmente sul piede di partenza. Fra i due il meno probabile parrebbe Pulisic, sebbene il nazionale Usa si porti dietro una situazione tutt’altro che ottimale: il contratto scadrà nel 2027 e al momento è tutto fermo in ambito rinnovo. Problema burocratico a cui aggiungere quello tattico, ovvero un 3-5-2 all’interno del quale – come ha riconosciuto lo stesso Allegri – Christian fatica a esprimere il meglio di sé. E poi c’è Leao. Che è considerato assolutamente cedibile dal club, anche se non sarà di certo il Diavolo ad andare a offrirlo in giro. Non siamo a questa deriva. Però in via Aldo Rossi ascolteranno volentieri eventuali offerte, la sensazione diffusa è che stavolta con lui si sia davvero arrivati alla fine di un ciclo, per svariati motivi (ambientali e tattici). Negli ultimi giorni è arrivata qualche indiscrezione dall’Inghilterra (United, ma non solo) e, insomma, anche se la stagione di Rafa è stata molto travagliata resta un giocatore pur sempre in grado di indurre gli appetiti altrui. Il Milan teoricamente lo valuta sui 70 milioni, cifra complessa da raggiungere dopo un’annata problematica. Il Mondiale però potrebbe dare una mano.