Un doppio progetto artistico che reinventa due spazi culturali chiusi al pubblico da anni e restituiti alla città: il Complesso Monumentale di San Paolo e l’Ospedale Vecchio. Fino al 2 agosto, Parma ospita l’universo sonoro e visivo di Brian Eno attraverso «Seed» e «My Light Years»


(foto di Michele Riccomini) 

«Seed» è progetto che si sviluppa nei Giardini di San Paolo partendo dall’installazione audio creata da Eno e dalla giornalista turca Ece Temelkuran. «Parma è una città fantastica, voglio rendere questi spazi, un luogo dove la gente abbia piacere ad incontrarsi. “Seed” vuol dire “seme” e ciò che realizziamo è il germoglio per le conversazioni che le persone avranno qui, le confidenze che verranno scambiate, le amicizie che prenderanno vita, una sorta di “giardino segreto” mentale, uno spazio di quiete contro il rumore crudele dei nostri tempi».
L’esperienza d’ascolto vissuta dal pubblico nei Giardini di San Paolo sarà impressa su vinile e integrata nella collezione permanente della Casa del Suono di Parma.

La Crociera dell’Ospedale Vecchio è sede invece di «My Light Years», la prima grande mostra europea dell’artista, per la prima volta esposta in un unico luogo.

Secondo il sindaco Michele Guerra, «questa è un’occasione preziosa per inserire il contemporaneo all’interno di contesti storici, secondo quella volontà di creare una dialettica tra tempi diversi che l’amministrazione porta avanti con convinzione».

Brian Eno: “Alle persone piace la pace, troppa propaganda per la guerra” 
«Se cerchiamo di tradurre in parole quello che la pace può essere, ed è, possiamo dire questo progetto artistico può essere un esempio, non sarebbe bello vivere così? Invece di vivere in un mondo in cui ogni anno vengono spesi 25mila miliardi di dollari per le armi? Sarebbe bello che la pace potesse essere così accattivante presentata in questo modo, fare in modo che arrivi alle persone, perché alle persone in realtà la pace piace, è questo che vogliono ma invece ci sono tanta propaganda e pubblicità perché ci sia così tanta guerra». È un fiume in piena Brian Eno, musicista, compositore e produttore discografico britannico, a Parma per inaugurare il suo ultimo progetto d’arte, “Seeds”.
Indossa una vistosa spilla che raffigura la bandiera palestinese e il tema della pace, della ricerca della pace diventa ricorrente. «Molto spesso le persone non sono consapevoli del fatto che viviamo sommersi da un fiume di messaggi: ti dicono cosa pensare, come devi pensarlo, quanto pensarlo oppure che cosa non devi proprio considerare. Credo che l’arte possa essere utile nel senso che ti debba dire: pensa quello che vuoi pensa come vuoi. Io voglio dare uno spazio in cui si possa pensare e sentire». Così dà il senso di «Seeds», il suo progetto d’arte contemporanea site-specific che trova dimora nei Giardini di San Paolo a Parma. 

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