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Redazione Milano
Gaetano Brusa ha firmato con la pg Francesca Nanni il parere favorevole. Ora attende gli approfondimenti chiesti a tutto campo e «con urgenza» all’Interpol. Verranno sentiti i medici consultati sulla salute del bambino
«È doveroso, da magistrato, controllare tutto. È la prima volta che mi accade una cosa del genere in 40 anni di lavoro e non mi va di pensare di essere stato preso in giro, né voglio sentirmi dire che ho fatto indagini lacunose». Lo afferma il sostituto procuratore generale di Milano Gaetano Brusa, che insieme alla procuratrice generale Francesca Nanni ha firmato il parere favorevole per la grazia a Nicole Minetti, condannata per il caso Ruby e il processo Rimborsopoli.
«Il ministero della Giustizia non ha mandato indietro il parere della Procura generale di Milano, né lo ha fatto il Quirinale di fronte a una richiesta di grazia che può essere reiterata più volte. Gli atti sui quali ho dato il mio parere costituivano un fascicolo completo. Ho agito come ho fatto centinaia di volte e non credo di aver sbagliato» aggiunge. Magistrato di esperienza, tra un mese circa andrà in pensione (e si augura che tutto si sia risolto per allora), Brusa attende gli approfondimenti chiesti a tutto campo e «con urgenza» all’Interpol.
«Sono pronto a cambiare il mio parere dall’oggi al domani» – se emergessero elementi contrari a quelli fin qui raccolti -, «voglio andare fino in fondo, con il limite del procedimento di grazia» ossia il «tema umanitario» legato all’adozione e all’assistenza del minore malato e «alla personalità della Minetti» legato a un vero cambio di vita rispetto alla sua vecchia immagine. «Questi sono i due aspetti e su questo bisogna fare chiarezza in un senso o in un altro. Se permane il dubbio, il limbo, be’, in quel caso avrei chiarissimo cosa fare, ma lo scriverò nel parere» conclude Brusa.
Nel frattempo i carabinieri delegati dalla procura Generale di Milano sentiranno i due medici specialisti, uno del San Raffaele e uno dell’ospedale di Padova, interpellati da Nicole Minetti per un parere sulla situazione di salute del figlio adottato. Una circostanza indicata nella richiesta di grazia. Dopo che i due ospedali hanno fatto sapere che dai loro database non risultava alcun riferimento al bimbo e dopo le spiegazioni date dai legali, ossia che si era trattato di un consulto medico privato di cui hanno depositato anche ampia documentazione, il sostituto pg Gaetano Brusa non solo ha chiesto agli investigatori di raccogliere le testimonianze dei due dottori, ma sta valutando anche di disporre una eventuale consulenza. Gli accertamenti in corso, per quel che si sa, non hanno ancora restituito alcun esito. In particolare sulla procedura di adozione in Uruguay di cui si intendono acquisire i documenti originali per capire se sia stata regolare o meno, anche se al momento, in base alle carte depositate dai legali della 41enne, pare non mostri alcuna anomalia. Si attendono anche i risultati del capitolo che riguarda gli ultimi anni di vita di Minetti, con verifiche ad ampio raggio nel paese sudamericano e a Ibiza.
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In attesa anche degli esiti delle ricerche sulla madre del bambino per sapere se sia davvero sparita dal 2020 e sulla morte dell’avvocatessa che l’assisteva nella procedura di adozione, dai primi nuovi accertamenti non risulta che Minetti o il suo compagno Giuseppe Cipriani, da una settimana entrambi rientrati in Uruguay, abbiano procedimenti penali aperti. Ma su questo punto si sta indagando, come si sta indagando sul profilo della personalità della 41enne. In questo senso si sta valutando anche se sentire la giovane americana, ex fidanzata di un cugino di Cipriani, che con la sua denuncia, poi archiviata perché ritenuta inattendibile, ha descritto alcune feste che si sarebbero svolte in uno degli hotel del compagno dell’ex consigliera lombarda.
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30 aprile 2026 ( modifica il 30 aprile 2026 | 20:06)
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