di
Guido Olimpio

Uno dei natanti utilizzati dai narcotrafficanti per spostare tonnellate di droga è in vendita su un’isola dell’arcipelago a 16 mila dollari nonostante il prezzo di costruzione superi il milione

Un piccolo drone navale al servizio dei narcos. Individuato da una barca di salvataggio al largo di Algeciras, in Spagna, ed è stato poi sequestrato dalla Guardia Civil.

Contenute le dimensioni: lungo poco più di due metri, largo 1,5, è in grado di portare un carico di 200 chilogrammi e dispone di un sistema di guida da remoto. All’interno, secondo la stampa spagnola, non c’era alcuna sostanza stupefacente



















































Ad una prima analisi risulta essere stato costruito in modo artigianale e ciò non è una sorpresa. Infatti, già in passato sono stati scoperti mezzi analoghi e scafi a basso profilo, creazione delle gang di trafficanti che operano tra la costa nordafricana e quella europea. Il settore dello Stretto di Gibilterra è noto per l’intenso contrabbando condotto sia attraverso la rotta marittima che con piccoli velivoli, inclusi elicotteri.

La penisola iberica è uno dei terminali di un flusso costante di droga. Oltre a quella proveniente dal Marocco c’è la «via sudamericana», con spedizioni celate in container, barche a vela ma anche battelli a basso profilo ribattezzati «narcosub». Di solito la meta finale è la regione nord – specie la Galizia – dove la polizia ne ha sequestrati alcuni. Nel Mediterraneo, invece, viste anche le distanze ridotte, i banditi preferiscono utilizzare gommoni veloci e, più di recente, droni.

Parliamo di organizzazioni con legami transnazionali, molto attive e sempre pronte a sfruttare la tecnologia per migliorare la logistica. Una minaccia globale senza confini. Una inchiesta dell’Abc australiana ha documentato come le isole Salomone, nel Pacifico, siano una delle mete della droga destinata all’Australia. I carichi arrivano spesso a bordo dei narcosub (anche se non sono in grado di immergersi). Negli ultimi 18 mesi ne sono stati recuperati almeno quattro partiti dal Sud America. A bordo di solito una o due tonnellate di coca. I giornalisti hanno condotto un reportage a Fourau, un punto geografico remoto dell’arcipelago, dove i pescatori hanno trovato un anno fa uno di questi scafi. Ora gli abitanti lo hanno messo in vendita, chiedono l’equivalente di 16 mila euro. Prezzo «stracciato» visto che per costruirlo serve almeno un milione di dollari (così dicono gli esperti).

I reporter hanno poi indagato su un documento di identità trovato su un narcosub, era intestato a Josè Velez, nato in Ecuador. Hanno scoperto che il presunto marinaio era partito nel 2021 per una battuta di pesca – è la versione dei parenti – e da quel momento si sono perse le tracce. Due persone che erano con lui sono finite in prigione in un paese latino-americano.

Il narcosub in vendita nelle isole Salomone e il mistero del documento di un pescatore scomparso nel 2021

30 aprile 2026 ( modifica il 30 aprile 2026 | 19:46)