di
Luigi Ferrarella e Viviana Mazza

Una ex fidanzata di Max Ferruzzi, cugino di Giuseppe Cipriani, aveva denunciato: «Molti dei presenti, tra cui Minetti, coinvolti nel procurare donne per uomini ricchi». È lei stessa, però, a svelare l’inchiesta agli indagati che poi la denunciano per calunnia

Un’occasione investigativa mancata per verificare se fosse realtà o impostura la nuova vita di Nicole Minetti con il compagno Giuseppe Cipriani, o un tentativo di rivalsa sul mondo dei Cipriani provando a usare la giustizia per regolare conti sentimentali e non solo? 

Il 5 febbraio 2025, 5 mesi prima della richiesta di grazia di Nicole Minetti accolta nel febbraio 2026 dal Quirinale anche in forza del parere della Procura Generale sulla «radicale presa di distanza dal passato deviante» della condannata per favoreggiamento delle prostituzione nel processo Ruby, la Procura della Repubblica ricevette la denuncia di una giovane statunitense per la fine burrascosa della relazione con il cugino di Giuseppe Cipriani, Massimiliano «Max» Ferruzzi, conosciuto sullo yacht di Cipriani nell’agosto 2024 e poi tra «Milano, Corsica, Saint-Tropez, Cannes, Uruguay e New York» in una storia finita nella plateale cacciata della donna il 5 novembre 2024 dall’albergo di lusso «Casa Cipriani» di via Palestro a Milano.



















































E in quella denuncia l’americana riferiva di aver, dopo la rottura, «aperto gli occhi» sul fatto che «molti dei presenti, tra cui Nicole Minetti e altre donne, fossero presumibilmente coinvolti nel procurare donne per uomini ricchi»; che nell’hotel, di cui Ferruzzi è amministratore delegato e Giuseppe Cipriani consigliere di amministrazione, «fosse abitudinaria la presenza di frequentatrici disponibili alla prostituzione, e l’offerta di stupefacenti utili al consumo degli avventori»; e che «negli eventi ospitati da Max e Giuseppe Cipriani vi fosse una presenza costante di prostitute, tossicodipendenti e persone impegnate in attività illecite». 

APPROFONDISCI CON IL PODCAST

La prospettazione, nella quale la ragazza attribuisce pesanti condotte anche all’ex compagno di Daniela Santanchè, Canio Mazzaro, spinge la Procura già il 20 febbraio 2025 ad affidare una delega urgente ai carabinieri. Ma a stroncare l’indagine sul nascere è, paradossalmente, proprio l’americana: fattasi dare il nome del pm e il numero di fascicolo nato dalla sua denuncia, «ben pensava di prendere contatti con gli indagati – constata la Procura – per renderli edotti della pendenza di questo procedimento». Tanto, dopo pochi giorni, si presentano in Procura i legali dei tre indagati (Ferruzzi, il capo e un addetto della sicurezza dell’hotel) a denunciare per calunnia la donna in un fascicolo nel quale è ora indagata, e a depositare attività difensive dimostrando di conoscere il numero del procedimento, «che in nessun modo avrebbero potuto conoscere se non, appunto, per indicazione fornita dalla stessa querelante». 

Bruciato così l’effetto sorpresa del programma di indagine, la richiesta di archiviazione del pm Andrea Zanoncelli il 24 novembre 2025 gronda di non celata irritazione: «L’attendibilità delle dichiarazioni della querelante si è mostrata fallimentare, perché mossa – per il pm – da strumentali intenti ritorsivi e finalità risarcitorie che inevitabilmente incidono profondamente sulla credibilità soggettiva, e perché la ricerca di riscontri è stata pregiudicata dalle stesse condotte della presunta parte offesa».


Vai a tutte le notizie di Milano

Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano

30 aprile 2026 ( modifica il 30 aprile 2026 | 12:28)