Il monegasco della Ferrari alla vigilia del GP di Miami: “Quasi tutte le squadre porteranno aggiornamenti importanti”. Lewis: “Dovremo raddoppiare gli sforzi per recuperare ma sono fiducioso”
30 aprile 2026 (modifica alle 23:09) – MIAMI
Tutto è ancora possibile. Lo ripetono i piloti Mercedes, dominanti nei primi tre Gran Premi della stagione ma convinti (o forse il tentativo è quello di convincere gli altri) che le carte di questo Mondiale siano ancora da svelare. Certezze simili a quelle degli avversari del Cavallino che, a pochi metri di distanza nel grande campo dell’Hard Rock Stadium di Miami trasformato in paddock per il weekend, usano le stesse parole per presentare il quarto fine settimana di gara del campionato.
aggiornamenti—
La rossa che scenderà in pista domani sarà una vettura fortemente rivista dal punto di vista aerodinamico dopo il lungo lavoro di sviluppo condotto dal team di Maranello nel mese di aprile: “Sarà molto interessante vedere dove siamo con i nuovi sviluppi – ha spiegato a Miami Charles Leclerc – perché quasi tutte le squadre porteranno aggiornamenti importanti e sarà come vedere delle vere e proprie macchine in alcuni casi, e questo potrebbe cambiare degli equilibri”. In una stagione di scoperta e sviluppo come quella appena iniziata, ogni pacchetto importante può infatti rappresentare un cambio di forze in ottica Mondiale, dove oggi Ferrari è seconda alle spalle di Mercedes e davanti a McLaren: “Norris e Piastri erano molto vicini a noi nell’ultimo weekend di gara – ha spiegato il monegasco – quindi un aggiornamento potrebbe incidere molto. Per quanto riguarda Mercedes invece sarà difficile, considerando il vantaggio da cui partivano”.

cambiamenti—
A non preoccupare i ferraristi, sul piano sportivo, sono invece i cambiamenti apportati in qualifica e gara dalla Fia per andare incontro alle richieste di team e piloti dopo i primi GP con il nuovo regolamento: “Stiamo andando nella giusta direzione senza avere reazioni eccessive – ha spiegato Leclerc – la modifica alle partenze per esempio non inciderà sul nostro ‘vantaggio’ al via e sugli ottimi start che abbiamo avuto fin ora, sarà solo un aiuto per chi partirà molto male al fine di non creare situazioni di stallo delle vetture pericolose”. Il lavoro della Federazione ha quindi soddisfatto Leclerc, che guarda con fiducia al resto del campionato: “Mi sono sentito ascoltato come pilota nelle richieste e nei consigli che abbiamo dato. Normalmente noi piloti siamo programmati per guardare solo alla performance, ma stavolta l’abbiamo messa da parte per far sì che queste vetture tornino a sembrare delle vere Formula 1, specialmente in qualifica dove siamo stati più critici. C’erano dei filtri software, dei comportamenti bizzarri per cui se andavi a tavoletta e poi alzavi il piede accadeva qualcosa di diverso da ciò che volevi. Ora è stato risolto e potremo tornare a guidare con l’istinto, anche se ovviamente ci sarà altro lavoro da fare nel corso della stagione”.
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Un grande punto di domanda su queste vetture resta però legato al comportamento sul bagnato, una condizione su cui sono già state apportate delle modifiche da parte della Fia ma su cui non c’è stato un riscontro effettivo in pista. Condizione che potrebbe arrivare domenica, in vista di un Gran Premio che si preannuncia essere in condizioni di bagnato: “La cosa strana di queste vetture è che sul bagnato rischi di arrivare in fondo al rettilineo con una velocità più elevata rispetto all’asciutto, perché non hai il taglio del motore che avresti in altre condizioni, visto che le batterie non usano la stessa energia con il bagnato. Ti trovi in situazioni complicate con visibilità zero, a tavoletta, sperando solo che chi ti precede non sia più lento di te o che non ci siano problemi. Prima era relativamente facile capire certe cose mentre ora non più. In quelle condizioni noi piloti diventiamo dei passeggeri, non è questione di coraggio. La speranza è che le piccole modifiche fatte durante la pausa bastino, ma solo il tempo ci dirà se abbiamo fatto abbastanza”. Su eventuali spostamenti della gara in condizioni di temporale che ne metterebbero a rischio la fattibilità il monegasco non ha escluso varie opzioni: “Non sapevo di possibili cambi d’orario, se la situazione sarà pessima decideranno che cosa fare come si è sempre fatto”.

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È un Lewis Hamilton entusiasta quello che si è presentato nel paddock di Miami dopo un mese di stop dalla Formula 1: “Non vedevo l’ora – ha ammesso il britannico – e sarà interessante scoprire a che punto saremo dopo tutto il lavoro fatto con la squadra”. Un impegno che Hamilton ha raccontato in prima persona, portando all’attenzione il grande impegno del team di Maranello nel provare a chiudere il gap con la Mercedes: “Ho passato un po’ di tempo in pista perché abbiamo avuto un filming day a Monza e io ho avuto anche l’occasione di fare un test di due giorni a Fiorano in condizioni di pista bagnata – ha raccontato – il che mi aiuterà in caso di pioggia domenica in gara. Poi ovviamente c’è stato tanto lavoro sia dal punto di vista dell’allenamento fisico e sia al simulatore e in fabbrica, con il team abbiamo analizzato ciò che non è andato nei primi appuntamenti e fatto dei passi avanti”. Hamilton è tornato a parlare anche dei problemi riscontrati in pista a Suzuka, rivelando che con la squadra si è venuti a capo della situazione: “Nell’ultima gara sentivo di avere meno potenza ma dopo un’analisi profonda si è capito che non era il motore il problema, era l’integrazione dei sistemi che ci ha causato un deficit ed è stato importante capire cosa non andava”.
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Il mese di aprile è diventato quindi fondamentale per il team per comprendere elementi di questa SF-26 che dopo i primissimi appuntamenti stagionali andavano analizzati: “Abbiamo lavorato tantissimo su questo durante la pausa e il team ha fatto un lavoro incredibile per migliorare la macchina. Sappiamo però che la Mercedes partiva molto avanti e che non basterà una sola gara: dobbiamo costruire questa crescita per tutta la prima metà della stagione per chiudere il gap”. Ciò che non cambierà al momento – ammette il britannico – è il deficit in termini di potenza motore che al momento la Ferrari deve gestire nei confronti della più performante power unit Mercedes, in attesa dell’arrivo della prima tranche di Aduo, il meccanismo di bilanciamento delle performance che non entrerà in vigore prima di Monaco: “Sapendo di avere questo punto debole dovremo raddoppiare gli sforzi per recuperare. Ma ho grande fiducia nel team e so che hanno fatto un lavoro straordinario nella pausa”.
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