Il leader del Carroccio: «Raderei al suolo le Soprintendenze». La reazione: «Esci fuori e ripetilo in pubblico»
Scontro in Consiglio dei ministri nel giorno dell’approvazione del Piano Casa tra Matteo Salvini e Alessandro Giuli. Questo il tenore del dibattito: «Io le Soprintendenze del raderei al suolo», ha attaccato il leader del Carroccio. «Io, no: tutelo l’articolo 9 della Costituzione, se hai coraggio esci fuori e ripeti questa affermazione in pubblico». Il nodo del contendere il Comma 9 del Piano Casa che prevedeva il depotenziamento delle Soprintendenze in caso di lavori «nelle case popolari» che in caso di inizio lavori avrebbero avuto solo trenta giorni per segnalare irregolarità, solo se rilevate. A quel punto Giuli è stato netto: «Io così non voto il Piano casa e faccio mettere a verbale che il ministro della Cultura è contrario». C’è voluta la mediazione della premier Giorgia Meloni per portare la discussione su un binario più civile: «Ragazzi, basta spocchia». Al che Giuli ha risposto: «Non sono l’unica ad averla».
Francesco Lollobrigida ha preso la parola per placare gli animi: «Su questo provvedimento serve l’unanimità». Così dopo un supplemento di indagine del sottosegretario Alfredo Mantovano si è deciso di cancellare la norma prevista da Salvini: per i lavori negli immobili nei centri storici le Soprintendenze avranno tempo 40 giorni per esprimersi, ma prima del loro parere non potranno aprirsi i cantieri.
30 aprile 2026 ( modifica il 30 aprile 2026 | 20:59)
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