L’ipotesi più probabile è che abbiano sparato per vendetta, uccidendo un uomo che non c’entrava nulla. Lino Pizzi, 62 anni, cameriere, ieri sera alle 21,30 si è trovato sulla traiettoria dei colpi destinati al titolare della «Spaghetteria n. 1» nel centro di Bisceglie, un 60enne barese che ai carabinieri ha ammesso di essere lui il vero bersaglio.
Ecco perché le indagini dei carabinieri sono state affidate immediatamente alla Dda di Bari (con i pm Bruna Manganelli e Marco D’Agostino) che già si occupa dell’omicidio del 19 aprile nella discoteca di Bisceglie dove è stato ucciso il 42enne spacciatore Filippo Scavo, uomo del clan Strisciuglio di Carbonara. Il titolare del ristorante di Bisceglie non ha precedenti per mafia, ma è collegato ad ambienti della città vecchia di Bari e in passato è stato coinvolto in indagini che hanno riguardato esponenti della famiglia Capriati. L’ipotesi della vendetta, da inquadrare nella lotta per la supremazia territoriale sul traffico di droga, è dunque quasi naturale. Il bersaglio dei killer potrebbe avere a che fare con lo stesso mondo in cui gravitava anche Scavo.
Le modalità del gesto fanno pensare all’impeto della vendetta. Intorno alle 21,30 sono stati sparati almeno 15 colpi, repertati dalla Scientifica, con almeno due armi automatiche. Erano in due, con i volti coperti da caschi integrali, e probabilmente ad attenderli c’era una terza persona. Il povero Pizzi si è trovato sulla traiettoria dei colpi, mentre il titolare del ristorante è scappato. Nel locale c’erano alcuni clienti tra cui una comitiva di turisti inglesi. Sono tutti stati sentiti per ricostruire gli attimi della sparatoria, è stato un cliente ad allertare per primo il 118. Il locale è stato posto sotto sequestro.
Non è la prima volta che la guerra di mafia fa vittime innocenti. A Bari la sera del 2 ottobre 2003 fu ucciso Gaetano Marchitelli, garzone 15enne di una pizzeria del quartiere Carbonara. Il 12 luglio 2001 a Bari vecchia era stato ammazzato Michele Fazio, 15 anni, colpito da un proiettile vagante mentre rientrava a casa.
Pizzi, biscegliese, molto noto in città, lontanissimo da contesti criminali, lavorava nel mondo della ristorazione da sempre. In tanti lo conoscevano. Qualcuno stamattina ha portato un fiore fuori dal locale, per un uomo innocente ammazzato alla vigilia della festa del lavoro.