di
Luigi Ferrarella

Il supervisore Var interrogato per oltre tre ore dal pm Ascione. Su Inter-Roma: «Escludo che sia stato manomesso il video su Inter-Roma»

A momenti, rischia di finire come con il modellino della villetta di Cogne o della casa di Garlasco, e giù perizie cinematiche e planimetrie sviscerate e cronometri sulle piantine: perché la difesa che il supervisore della Var Andrea Gervasoni oppone alla contestazione della Procura di Milano, che sulla scorta di una intercettazione tra altre due persone gli addebita di essere intervenuto in diretta sui «varisti» di un rigore in Salernitana-Modena l’8 marzo 2025, è l’asserita impossibilità fisica-temporale di questo evento.
Gervasoni, infatti, nell’interrogatorio spiega che all’epoca, quando c’erano contemporaneamente partite di serie A e partite di serie B, nel centro Var di Lissone il supervisore sceglieva di stare nella palazzina con le sale Var della serie A, e non in quella con le sale Var della serie B: dunque, sostiene, non era nel posto in cui lo colloca l’accusa, e viste le distanze (circa 3 minuti) non ci sarebbe potuto arrivare nei 15-20 secondi in cui durò l’esame del rigore nella sala Var di serie B su Salernitana-Modena.
 
E allora su cosa si basa il pm per l’ipotesi di frode sportiva? Qui, per la prima volta nell’inchiesta, emerge con certezza che all’epoca sono esistite intercettazioni. Una viene fatta leggere a Gervasoni, e poi viene fatta anche ascoltare in audio: sono due persone che, tempo dopo la partita, fanno riferimento a Gervasoni nei termini trasfusi nell’imputazione. E ai quali però Gervasoni continua a far valere l’impraticabilità materiale della condotta rimproveratagli.
 
Quando invece il pm Maurizio Ascione lo interpella sul più generale tema delle asserite «bussate» del designatore arbitrale Gianluca Rocchi per far cambiare idea ai «varisti» sui suggerimenti da dare agli arbitri in campo, Gervasoni si avvale (come legittimo) della facoltà di non rispondere a singole domande estranee al suo unico capo di imputazione. E lo stesso fa quando il pm evoca il tema delle possibili designazioni di favore all’Inter da parte di Rocchi, secondo l’imputazione al designatore che resta incentrata dalla Procura su qualcosa (di ancora non noto) avvenuto il 2 aprile 2025 allo stadio di San Siro tra Rocchi e «altre persone in concorso».

Senza che faccia parte dell’inchiesta, ma solo perché (così il pm introduce l’argomento a Gervasoni) «sui giornali si era parlato» di illeciti nel Var di Inter-Roma il 27 aprile 2025 sul rigore non dato (per un errore riconosciuto poi nel successivo briefing arbitrale) su una trattenuta in area sull’interista Bisseck, Gervasoni accetta invece (pur se non fa parte di alcuna imputazione) di confrontarsi con il pm su quel frangente: «Anche su Inter-Roma – riferisce il difensore Michele Ducci – abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento, e le immagini e l’audio, che ci siamo messi a rivedere e risentire, lo chiariscono in maniera anche abbastanza efficace. La decisione è presa in 10-15 secondi, dunque non c’è tempo materiale perché qualcuno insista per farne prendere una diversa». E su talune ipotesi giornalistiche di sparizione di un pezzo di audio in cui in sala Var qualcuno avrebbe invitato qualcun altro a farsi i fatti propri, l’avvocato di Gervasoni è tranciante: «Una manomissione dell’audio del Var in Inter-Roma? Lo escludo al 100%».



















































Se tre ore di interrogatorio sembrano troppe per questi due soli capitoli (più il terzo non affrontato da Gervasoni attraverso la facoltà di non rispondere), il legale assicura invece che il verbale riassuntivo è in effetti di appena tre pagine; e che «a forza di “fai vedere il video”, “fai rivedere il video”, senti quello che aveva da dire lui, senti il filmato…ed eccoci qua. E meno male che era una partita sola!», scherza l’avvocato a differenza di Gervasoni, che si congeda con un solo commento: «Ho spiegato tutto quello che riguarda la mia posizione. C’è un’indagine in corso, rispetto il lavoro dei magistrati».

1 maggio 2026