L’indiscrezione di Repubblica: nella telefonata a San Siro dell’aprile 2025 il designatore, parlando con “qualcuno del settore”, tirò in ballo il club referee manager nerazzurro Schenone (non indagato)


Luca Bianchin

Giornalista

1 maggio – 11:09 – MILANO

Il momento chiave dell’inchiesta sugli arbitri della Procura di Milano è una telefonata che il designatore Gianluca Rocchi ha fatto a San Siro il 2 aprile 2025, durante la semifinale di andata di Coppa Italia. La Repubblica in edicola questa mattina rivela che Rocchi “parlando al cellulare con qualcuno del settore tira in ballo un uomo dell’Inter: la figura operativa che per il club tiene i rapporti con gli arbitri partita per partita”. Quella figura, nel gergo del calcio, è l’addetto agli arbitri (in inglese, club referee manager), che per l’Inter dal 2020 è Giorgio Schenone, dal 2009 al 2020 guardalinee e Avar tra Serie A e B. Aggiunge Repubblica: “È in questo colloquio che l’ex designatore avrebbe riferito quali scelte arbitrali sarebbero state gradite o meno al club nerazzurro, si apprende declinato nella figura di Giorgio Schenone (non indagato)”.

che cosa capiamo—  

La telefonata è importante perché aiuta a rispondere a due domande che fino a ieri restavano irrisolte. Perché il pubblico ministero Maurizio Ascione parla delle designazioni di Colombo per Bologna-Inter e di Doveri per il derby di ritorno come gradite e sgradite all’Inter? E che cosa è successo a San Siro il 2 aprile? Ora il quadro è più chiaro. Rocchi quel giorno allo stadio sarebbe stato intercettato mentre parlava con un altro esponente del mondo arbitrale e da quel dialogo si capirebbe come l’Inter considerasse Colombo come un arbitro “gradito” e Doveri come arbitro “sgradito”. I due termini, “gradito” e “sgradito”, non sono letterali, non provengono dalle intercettazioni, ma sono stati scelti dal p.m. Ascione in sede di ricostruzione della vicenda. Le opinioni dell’Inter sui due arbitri insomma, secondo il pubblico ministero, potrebbero aver influenzato le designazioni per Bologna-Inter e Inter-Milan. A margine, una conferma: sì, in questa inchiesta – cominciata a ottobre 2024 – ci sono intercettazioni. E sì, Rocchi era sotto intercettazione già 13 mesi fa.

che cosa fa un addetto—  

Il collegamento tra la classe arbitrale e i club ora è più chiaro. Dal principio si è capito che nessun tesserato di un club è indagato in questa inchiesta milanese. Ora si comprende che l’Inter non compare direttamente nell’intercettazione chiave. Già, ma con chi si rapporta generalmente un addetto agli arbitri come Schenone? I club referee manager hanno relazioni con gli arbitri nel giorno della partita e in settimana. Nel giorno della partita, l’addetto agli arbitri della squadra di casa accoglie l’arbitro, lo accompagna in spogliatoio e lo segue per eventuali esigenze di routine. Durante la settimana, parla con l’incaricato delle relazioni con i club di A e B, ovvero la figura scelta dalla Figc per fare da tramite tra l’Aia e le società. In quei colloqui, è prassi chiedere spiegazioni su decisioni tecniche e parlare dell’arbitraggio della partita precedente. Nel 2024-25, oggetto delle indagini, l’incaricato della Figc era Riccardo Pinzani, nella scorsa estate diventato addetto agli arbitri della Lazio e sostituito da Andrea De Marco.