Primo Maggio a Torino, scontro politico dopo gli incidenti
Dopo le tensioni al corteo del Primo Maggio, si moltiplicano le reazioni politiche. Il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana (Forza Italia) attaccano il sindaco Stefano Lo Russo: “Ha ragione a dire ‘scegliamo da che parte stare’, visto che fino ad oggi ha flirtato con i centri sociali e Askatasuna”, chiedendo di assegnare “entro una settimana” l’immobile “a realtà serie” e avvertendo che, in assenza di risposte, si valuti anche il sequestro. I due parlano di “una ferita a un corteo democratico” e accusano la maggioranza di non far rispettare le regole.
Dura anche Augusta Montaruli (vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera), che sollecita di “mettere subito a bando lo stabile sgomberato” per evitare nuove tensioni, sostenendo che “la violenza di oggi dimostra quanto era necessaria la liberazione dell’edificio” e denunciando il rischio di “provocazioni” e “guerriglia contro lo Stato”.
Critico Fabrizio Ricca (Lega), secondo cui “per i violenti ogni scusa è buona per creare disordini”, aggiungendo che “parte della responsabilità” sarebbe anche “di una certa sinistra” che avrebbe dato spazio a queste realtà.
Duro il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che definisce lo slogan “Inizia l’assedio, inizia la guerriglia” come “parole gravissime” che descrivono “il clima di violenza e di attacco allo Stato”, accusando i “professionisti del disordine” di aver “trasformato Torino in un teatro di scontri” e ribadendo che “la legalità non è negoziabile”.
Nel campo del centrosinistra, la deputata M5S Chiara Appendino condanna gli episodi parlando di violenze “inaccettabili” e ribadisce “piena solidarietà” alle forze dell’ordine, ma avverte: “non azzardatevi a usare questi episodi isolati per oscurare la marea umana” scesa in piazza per lavoro e diritti.
Dal fronte di Fratelli d’Italia intervengono anche Roberto Ravello, che parla di violenza “cercata e voluta” e sostiene che sfilare con i centri sociali significhi “coprire la guerriglia urbana”, e Alessandra Binzoni, che denuncia come il Primo Maggio sia stato “svilito dai soliti antagonisti” con “attacchi alla polizia”.
Interviene anche l’Associazione nazionale funzionari di polizia, che definisce “inaccettabile” l’utilizzo della ricorrenza come terreno di scontro da parte di “minoranze organizzate” violente.
Sul piano istituzionale, mentre Lo Russo concludeva il corteo in piazza Castello, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio partecipava a Volpedo alle celebrazioni del “Quarto Stato”, sottolineando il valore simbolico dell’opera per i diritti dei lavoratori e ribadendo che sulla sicurezza “non sarà mai sufficiente quello che facciamo” finché ci saranno persone che non tornano a casa dal lavoro.