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Redazione Milano

A quattro mesi dall’incendio scoppiato al Constellation un’altra delle vittime lascia l’ospedale di Niguarda e torna a casa. L’annuncio dell’assessore Bertolaso: «È stato quello che più di tutti ci ha fatto temere di non farcela»

Dopo la notizia del ritorno a scuola (via Dad) dei quattro studenti del Virgilio rimasti coinvolti nell’incendio al locale Constellation di Crans Montana (Svizzera) a Capodanno, in cui sono rimaste uccise 41 persone con 115 feriti, oggi arriva un altro aggiornamento nel delicato percorso di ritorno alla normalità delle vittime, spesso giovani o giovanissimi. È stato infatti dimesso il 1° maggio da Niguarda un altro ragazzo, Lorenzo, quello che più degli altri ha fatto temere di non riuscire a farcela. «È stato un leone» ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. Adesso ne rimangono ancora quattro, ricoverati nel centro ustioni dell’ospedale milanese.

Il post di Bertolaso

«Oggi, Lorenzo 120 giorni dopo la drammatica e assurda tragedia di Crans Montana, lascia il Niguarda e torna a casa. Non è l’ultimo, ancora quattro nostri giovani nel centro ustioni continuano il loro doloroso percorso verso la normalità, ma Lollo è quello che più ci ha fatto temere che qualcuno dei ragazzi che abbiamo riportato a casa rischiasse di non farcela. Lui è stato un leone ed ha saputo superare momenti critici con grande coraggio e determinazione. Una notte particolarmente drammatica lo abbiamo dovuto trasferire nel nostro centro specializzato per le complicanze respiratorie al Policlinico dove è rimasto attaccato all’Ecmo per dieci giorni.
Il suo percorso di cura proseguirà anche fuori dall’ospedale, ma intanto il suo rientro a casa oggi è una gioia per tutti noi che lo abbiamo seguito e curato come un figlio, è il successo di un gioco di squadra fra le migliori eccellenze della sanità lombarda che hanno dimostrato che solo un sistema coeso e competente può superare ostacoli altrimenti insormontabili. Lollo oggi ritrova il suo mondo, la sua camera i suoi affetti il suo computer i suoi libri i suoi amici, noi in lui troviamo la forza per continuare nonostante tutto perché sono gli occhi pieni di gioia suoi e dei suoi genitori che ci fanno sentire utili per il nostro Paese».




















































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1 maggio 2026