CREMONA – Mi rendo conto che più ci si avvicina alla data fatidica del 10 maggio prossimo, ultima giornata della stagione regolare del massimo campionato di serie A, crescono in modo esponenziale la tristezza e la nostalgia per la conclusione imminente della meravigliosa storia sportiva che porta il nome Guerino Vanoli Basket. Certo, ancora manca quell’ufficialità che verosimilmente sarà sancita appena dopo la trentesima giornata, ma non è escluso che in occasione dell’ultima gara interna di domenica prossima con l’Umana Reyer Venezia (PalaRadi, ore 17), la società decida – vedremo se sarà così oppure no – di organizzare qualcosa di particolare; vedremo.
La sconfitta di Varese ha escluso la possibilità di una eventuale partecipazione del club cremonese ai playoff, a quella chiusura col botto che sarebbe piaciuta a molti e che sarebbe stata meritata. Niente da fare, contro un avversario motivato a palla, dovendosi giocare nello scontro diretto con i biancoblù la possibilità di centrare l’ottavo posto e qualificarsi alla post season (avendo domenica prossima da osservare il turno di riposo al 29° turno), contro una Openjobmetis sostenuta nell’occasione da un numero pazzesco di appassionati e tifosi (record di pubblico a Masnago con oltre 5mila spettatori). La Vanoli, priva dell’infortunato Veronesi, è partita male, ha poi recuperato, ma nel finale punto a punto non ha avuto la forza mentale per andare a prendersi la posta in palio.
Siamo onesti, in questa situazione da ultimi giorni di scuola, è francamente difficile chiedere di più ai giocatori o allo staff tecnico, molti dei quali (compresi i dirigenti) vivono il momento di incertezza lavorativa pensando – e chi può dargli torto – al loro futuro. Lo stesso gm Andrea Conti ha spiegato molto bene la situazione della Vanoli in alcune interviste effettuate in presentazione della gara di Varese, anticipando il suo passaggio ad un’altra società (Udine, secondo La Prealpina): «A Cremona abbiamo vissuto una storia bellissima, ma Aldo Vanoli sponsorizza da 23 anni e da 16 è proprietario unico. La decisione toccherà a lui, ma in mancanza di strutture e visione è fisiologico ci siano ragionamenti profondi. Il basket professionistico, col passare degli anni, sta diventando un affare solo per chi ha mezzi importanti».
Visto che ancora c’è chi non capisce, vi faccio alcune domande: chi ha aiutato concretamente Aldo Vanoli in questi anni? Cosa è stato fatto affinché il palazzetto dello sport (impianto comunale inaugurato nel 1980) diventasse una struttura maggiormente attrattiva e ricettiva non solo per il pubblico ma anche per eventuali sponsor? Come può la ‘piccola’ Cremona calamitare gli interessi di eventuali investitori? Facile criticare quando il denaro lo mette qualcun altro. Pensate invece alla lunga serie di miracoli sportivi centrati in questi anni (su tutti la conquista della Coppa Italia a Firenze nel 2019), ai risultati ottenuti quasi sempre con il budget più basso dell’intera serie A.
Non smetterò mai di scriverlo e pensarlo: dobbiamo solo essere grati ad Aldo Vanoli per quanto ha fatto in favore della pallacanestro cremonese, per gli allenatori e i giocatori – italiani e stranieri – che ha ingaggiato e che hanno calcato il parquet del PalaRadi per poi raggiungere palcoscenici di prima grandezza a livello europeo. Con questo spirito di riconoscenza andiamo domenica al palazzetto, e facciamo un grande applauso ad Aldo che sta vivendo questo momento con orgoglio per quanto fatto ma anche con sofferenza per un epilogo che, ve lo assicuro, neppure lui avrebbe voluto.
SERIE A2
Undicesima posizione conquistata, uno dei risultati più importanti ottenuti da quando la Ferraroni JuVi è approdata nel campionato (tutt’altro che facile) di serie A2. Traguardo raggiunto nell’ultima giornata di stagione regolare, che permette alla squadra del presidente Enrico Ferraroni di disputare tra le mura amiche del PalaRadi il primo turno dei playin, domani sera alle ore 20.30 contro la Reale Mutua Torino dei tanti ex, dall’allenatore Paolo Moretti ai giocatori Federico Massone e Lorenzo Tortù.
Gara unica che consentirà poi alla squadra vincitrice di disputare (sabato o domenica) il secondo turno sul campo della Unicusano Avellino, match anche questo in gara unica dal quale uscirà la formazione che si presenterà in ottava posizione nella griglia di partenza dei playoff promozione, al cospetto della Flats Service Fortitudo Bologna (terza in classifica). Questo il possibile (e anche complicato) cammino nella post season, ma con giusto orgoglio coach Luca Bechi – nel dopo gara di domenica – ha voluto rimarcare la straordinaria dedizione che la sua squadra ha sempre dimostrato nel corso dell’annata agonistica, nonostante i vari momenti di difficoltà incontrati tra infortuni e la necessità di operare un cambiamento importante nel roster iniziale, con l’ingaggio a metà dicembre di Kadeem Allen in sostituzione di Travis McConico.
Un risultato di grande prestigio, i cui meriti vanno attribuiti all’intero gruppo juvino, dalla proprietà alla dirigenza, dallo staff tecnico ai giocatori, da tutti i preziosi collaboratori (volontari che gravitano attorno al mondo orogranata) al pubblico. Badate bene, il campionato di A2 è tra i più complicati e i meno scontati della pallacanestro italiana; pensate agli investimenti importanti che hanno messo sul tavolo almeno una decina di società per centrare la promozione diretta in serie A e, non a caso, il traguardo è stato centrato da chi nel massimo campionato era già stato lo scorso anno e bene si è mosso anche in fase di mercato di riparazione.
Le deluse sono tante, per questo si prospetta un playoff intensissimo e ad alta tensione per conquistare l’ultimo posto a disposizione per centrare il salto di categoria. Ma molti investimenti di peso sono stati fatti anche da club che sono giunti alle spalle della Ferraroni JuVi, a dimostrazione che i budget importanti non sempre garantiscono la miglior resa. La società cremonese ha invece operato sul mercato con grande oculatezza, ingaggiando giocatori che prima di tutto sono uomini caratterizzati da una grande integrità.
Certo, a questo gioco – e a questo livello – occorrono anche tecnica e atletismo, e la Ferraroni ha saputo mixare con sapienza le varie qualità e personalità del team. La gara di domenica scorsa, contro una Gemini Mestre libera da pressioni particolari, è stata difficile e ruvida, complicata dall’impossibilità di poter schierare sul parquet il ‘faro’ Billy Garrett, con Allen e Vittorio Bartoli (assieme al capitano Alessandro Panni e ad Edoardo Del Cadia) non ancora al meglio della condizione fisica.
La JuVi ha subìto troppo in difesa, inseguito a lungo gli avversari, ma al momento opportuno ha lanciato il cuore oltre l’ostacolo e si è presa la vittoria che ha consentito di superare sulla linea del traguardo le avversarie dirette nella corsa all’undicesimo posto, la stessa Torino e l’Urania Milano. Ora è necessario che il pubblico cremonese si presenti compatto domani sera al PalaRadi, in quanto la Ferraroni JuVi avrà bisogno del massimo sostegno possibile.

