Impressionante. Al 56° giorno di un monologo iniziato il 7 marzo, incurante del tour de force tra il cemento americano e la terra europea, Jannik Sinner calca il campo del Manolo Santana con la leggerezza di una farfalla e la puntura di un’ape, annichilendo Arthur Fils (uno dei più ambiziosi esponenti della Next Gen), come Muhammad Ali nelle sue giornate migliori. La prima semifinale del Masters 1000 di Madrid si è conclusa 6-2 6-4 in un’ora e 26 minuti di gioco: Sinner è in finale, dove domenica alle 17 affronterà Zverev, che ha battuto la sorpresa Blockx 6-2 7-5. Impressionante, Jannik, soprattutto in risposta. Ogni volta che Fils serviva una seconda — cosa accaduta piuttosto spesso nel primo set (appena il 39% di prime) — il destino sembrava segnato. Il numero 1 del mondo, solidissimo al servizio (solo 10 punti persi e nessuna palla break concessa) e capace di disegnare traiettorie mortifere con il rovescio, ha offerto la migliore versione di sé in questo torneo. La serie positiva continua: l’azzurro, che non perde un match sul circuito dal 19 febbraio, quando fu sconfitto nei quarti a Doha, ha iniziato la sua striscia vincente, appunto, il 7 marzo contro Svrcina e da allora non si è più fermato. Titolo a Indian Wells, titolo a Miami, titolo a Montecarlo, finale a Madrid, per un totale di 22 partite vinte consecutivamente. Il filotto sale a 27 considerando solo i Masters 1000, includendo anche il trionfo dello scorso novembre a Parigi. La 350ª vittoria in carriera ha un sapore speciale per Jannik, perché gli consente di approdare all’atto conclusivo nell’unico Masters che ancora mancava e, allo stesso tempo, di raggiungere i grandissimi: quinta finale consecutiva in un Masters 1000, come Djokovic (7) e Nadal (5, per due volte); almeno una finale in tutti i primi quattro Masters 1000 della stagione, come Federer nel 2006 e Nadal nel 2011. 

la partita—  

I game iniziali delineano già il canovaccio della partita. Nei primi due turni di battuta, Fils serve solo il 35% di prime e, sulla seconda, Sinner vince il 73% di punti. Fa impressione la differente velocità della seconda: 185 km orari per Sinner, 160 per Fils. Il primo break arriva nel terzo gioco. Con una risposta supersonica di dritto incrociato, Jannik si procura un’altra palla break e allunga 4-1. A un certo punto Fils si rivolge al coach Ivanisevic e dice: “He’s killing me”, “Mi sta uccidendo”. Archiviato il 6-2, nel secondo set c’è più battaglia, anche perché il francese incrementa la percentuale di prime (60%) e così prende coraggio nello scambio. Fils deve annullare due palle break nel quinto game, ma il punteggio segue l’ordine dei servizi fino al 4-4. Qui il numero 25 Atp (sarà 17° da lunedì) viene di nuovo tradito dalla battuta. Sinner lo aggredisce sulla seconda e conquista il gioco decisivo con un super rovescio lungolinea, al termine di uno scambio in apnea. Poi tiene il servizio a 15 per il 6-4 finale. “È stata un’ottima giornata in ufficio”, la chiosa di Jannik nell’intervista a bordocampo.