L’agenzia Onu per l’alimentazione paventa il rischio di un trauma “sistemico” nella filiera agroalimentare con i Paesi costretti a scegliere dove direzionare l’impiego delle materie prime. Oltre a gas e petrolio, Hormuz rappresenta infatti il portale d’accesso dove passano quote rilevanti di urea, ammoniaca e fosfati, prodotti ampiamenti impiegati nelle coltivazioni la cui carenza impone scelte alternative a scapito anche della qualità. Con il prezzo dei fertilizzanti alle stelle, i produttori potrebbero essere costretti a impiegare nutrienti in misura minore riducendo la resa. Non solo: ipotizzando un prolungamento del conflitto, sono destinate a esaurirsi le scorte che fino ad oggi hanno garantito una resa produttiva stabile.